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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Sanzioni sul petrolio, Putin si schiera con l’Iran

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Gli Stati Uniti vogliono azzerare l’export petrolifero dell’Iran, ma non vogliono che i prezzi salgano. Chiedono la collaborazione dei sauditi, alleati però con Mosca

Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha detto che spera che l’Iran possa continuare a esportare petrolio. La dichiarazione è rivolta agli Stati Uniti: lunedì l’amministrazione Trump ha deciso infatti di non estendere le esenzioni alle sanzioni sull’importazione di petrolio iraniano, che scadranno il 1° maggio. Tra gli otto Paesi momentaneamente “esonerati” da Washington – spiccano Cina, India e Turchia – c’era anche l’Italia, che però aveva subito azzerato l’acquisto di greggio da Teheran.

La decisione dell’amministrazione Trump porta avanti la linea durissima contro l’Iran iniziata con il ritiro dall’accordo sul nucleare, e punta a privare Teheran di una fondamentale fonte di entrate in modo da costringerla – questo è l’obiettivo ultimo – a sedersi con Washington al tavolo dei negoziati in una posizione di totale svantaggio. Gli Stati Uniti vogliono abbattere le capacità nucleari e missilistiche dell’Iran e contenerne l’influenza in Medio Oriente.

Azzerare le importazioni di petrolio dell’Iran, però, implica una conseguenza, molto sgradita a Donald Trump: l’aumento del prezzo del petrolio (viste anche le sanzioni al Venezuela). Gli Stati Uniti sperano di ottenere la collaborazione dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti – importanti produttori petroliferi e membri dell’Opec – affinché il numero di barili sul mercato non diminuisca troppo.

A dicembre, tuttavia, l’Opec e la Russia si sono accordati per tagliare l’offerta di petrolio per adeguarla alla domanda ed evitare un calo eccessivo dei prezzi. Ieri Putin ha detto di non avere motivo di credere che l’Arabia Saudita o gli altri membri dell’Opec abbiano intenzione di tradire l’accordo per sostenere gli Stati Uniti.

Difficile fare previsioni su ciò che accadrà. Riad ha interesse a mantenere il prezzo del petrolio al di sopra di una certa soglia, ma ha anche interesse a mantenere buoni rapporti con Washington. Mentre Mosca, nonostante le ultime dichiarazioni di Putin, era sembrata finora la parte meno convinta a proseguire con i tagli all’output.

@marcodellaguzzo

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