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Russia-Ucraina, verso la tregua

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[caption id="attachment_51692" align="alignnone" width=""]Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese Emmanuel Macron e il Presidente russo Vladimir Putin partecipano a una conferenza stampa congiunta dopo il summit Formato Normandia a Parigi, Francia, 10 dicembre 2019. REUTERS/Charles PlatiauIl Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese Emmanuel Macron e il Presidente russo Vladimir Putin partecipano a una conferenza stampa congiunta dopo il summit Formato Normandia a Parigi, Francia, 10 dicembre 2019. REUTERS/Charles Platiau[/caption]

Si sblocca la situazione sul passaggio del gas russo verso l’Europa. Il Cremlino dice sì alla flessibilità nel quadro degli accordi di Minsk

Il primo faccia a faccia tra il Presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky non sarà stato risolutivo per la fine delle ostilità tra i due Paesi ma ha, quantomeno, posto le basi per un nuovo inizio. Gli accordi di Minsk del 2014 e del 2015 rimangono il faro sia per la Russia che per l’Ucraina, una soluzione che metterebbe fine alle ostilità e al ritiro militare russo dalle aree di confine di Kiev.

Al tavolo di Parigi erano seduti due importanti attori europei quali Emmanuel Macron per la Francia e Angela Merkel per la Germania. Da Parigi si segnalano aperture alla Russia, che seguono quelle di Roma dopo l’incontro tra il Ministro degli Esteri Luigi di Maio e quello di Mosca Sergej Lavrov. Secondo Macron, il fatto che ci sia stato un incontro di alto livello tra le parti “è un risultato importante e un incredibile rilancio del dialogo”.

Zelensky ha affermato che c’è stato uno sblocco sulla questione del transito del gas russo verso l’Europa, per quanto ci siano ancora numerosi dettagli da valutare. “Opzioni, formato, volume, prezzo e altri dettagli dell’accordo per il transito del gas” — ha spiegato il Presidente ucraino — “saranno ora discussi a livello di consiglieri perché è molto importante per tutti, per l’Ucraina e per la sicurezza energetica dell’Europa.”

Dal canto suo, il Cremlino — tramite il portavoce Dmitry Peskov — fa sapere che ci sarà flessibilità per la risoluzione del conflitto, ma sono all’interno degli accordi di Minsk. “Qualsiasi allontanamento” – da ciò che è stato sottoscritto nel 2014 e nel 2015 – “è passibile di caos completo nel processo di soluzione”, ha affermato Peskov. Parigi ha ridato speranza al dialogo tra Russia e Ucraina ma sarà necessaria la reciproca fiducia e il lavoro certosino delle diplomazie per mettere fine a un contenzioso che ha riportato la guerra nel continente europeo.

@melonimatteo

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