Consiglio Ue, a un passo dall’accordo


Continuano febbrili i negoziati bilaterali. L’Olanda capitolerà. Non è più rinviabile un passaggio delle regole di voto da unanimità a maggioranza

Continuano febbrili i negoziati bilaterali. L’Olanda capitolerà. Non è più rinviabile un passaggio delle regole di voto da unanimità a maggioranza

Recovery Fund, Consiglio Ue. Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese Emmanuel Macron e il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si incontrano a margine del primo vertice faccia a faccia dell'Ue dallo scoppio dell'epidemia di coronavirus, a Bruxelles , Belgio, 18 luglio 2020. Francisco Seco/Pool via REUTERS
Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel, la Cancelliera tedesca Angela Merkel, il Presidente francese Emmanuel Macron e il Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si incontrano a margine del primo vertice faccia a faccia dell’Ue dallo scoppio dell’epidemia di coronavirus, a Bruxelles , Belgio, 18 luglio 2020. Francisco Seco/Pool via REUTERS

Tre giorni e tre notti di negoziati e ancora i capi di Stato e di Governo dell’Unione europea riuniti a Bruxelles non sono riusciti a trovare un accordo sul Recovery Fund e il bilancio pluriennale della Ue.

Nel corso della riunione plenaria di ieri sera, iniziata dopo una lunga giornata di incontri bilaterali, riunioni e summit ristretti, il Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha lanciato l’appello ai cosiddetti Paesi frugali (Olanda, Austria, Danimarca, Svezia e Finlandia) di arrivare presto a un accordo. “Oggi sono stati superati 600mila morti nel mondo, siamo di fronte a una crisi senza precedenti. I 27 leader sono in grado di costruire unità e fiducia nell’Europa? O presenteremo il volto di un’Europa debole e indebolita dalla sfiducia?”.

Per due giorni le trattative sono state paralizzate dal premier olandese Mark Rutte, che ha chiesto il potere di veto sull’approvazione dei piani nazionali di riforma che devono essere presentati dai Governi per poter accedere ai fondi.

Ma il vero nodo rimane quello della cifra complessiva del Recovery Fund e della proporzione tra sovvenzioni e prestiti. Nella giornata di ieri si è discussa la proposta finlandese: 350 miliardi di sovvenzioni e lo stesso ammontare di prestiti. Proposta irricevibile per Italia, Spagna, Francia e Germania, che hanno fissato la cifra dei sussidi a 400 miliardi.

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