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Consiglio Ue: una Merkel “ricaricata” alla presidenza


Recovery Fund: Conte punta sulla Germania, che tra pochi giorni assumerà la presidenza del Consiglio Ue. L'asse italo-tedesco come garanzia di stabilità dell’Unione

Non c’era bisogno della lettera dell’aprile scorso del Presidente della Bdi, la Confindustria tedesca, e dei massimi vertici delle tre associazioni dell’industria meccanica (Vdma) alla Confindustria e al premier italiano Giuseppe Conte per capire che, senza l’indotto della manifattura italiana, l’industria tedesca (a cominciare dall’automotive) è condannata alla paralisi, anche perché un quarto di quanto esporta l’Italia nelle economie del G10 è diretto in Germania.

L’appello dell’industria tedesca era rivolto a riprendere gradualmente l’attività, sia pure salvaguardando i protocolli sanitari. Secondo la Vdma “non è concepibile pensare a un’Europa priva del tutto o in parte, delle sue due maggiori industrie: la meccanica tedesca e la manifattura italiana. L’industria meccanica tedesca ha un rapporto molto stretto con i suoi clienti e fornitori italiani e viceversa. Le aziende metalmeccaniche tedesche e italiane non solo svolgono un ruolo economico insostituibile, ma necessitano dei loro rispettivi fornitori e partner, in quanto fulcro del valore europeo”.

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