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Brexit, cosa cambia per il Parlamento Ue

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Il rimpasto del Parlamento europeo dopo Brexit potrebbe favorire l’Europa meridionale (Spagna, Francia, Italia) e soprattutto i conservatori del Partito Popolare

Dalla mezzanotte di oggi il Regno Unito non è più un membro dell’Unione Europea. È passato molto tempo dal referendum voluto dall’allora Primo Ministro David Cameron – era il 23 giugno del 2016 – e probabilmente molto altro ancora ne passerà prima che la Brexit possa dirsi pienamente conclusa.

Quello di stanotte è stato infatti solo il primo stadio di un processo di distacco ben più lungo. Il Regno Unito è entrato in un periodo di transizione che si concluderà il 31 dicembre 2020, durante il quale Londra e Bruxelles dovranno rinegoziare i loro rapporti futuri, a cominciare da quelli economici.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Times, il Primo Ministro Boris Johnson sarebbe pronto ad accettare un accordo simile a quello stipulato tra Unione europea e Canada (il Ceta), che elimina quasi tutti i dazi sul commercio di beni ma prevede dei controlli alle frontiere. Comunque sia, gli argomenti di discussione saranno tanti – sicurezza, mobilità dei cittadini, politiche di concorrenza – e i negoziati si riveleranno probabilmente lunghi e complicati. Le tempistiche sono invece strette e non è escluso che la fase di transizione possa venire estesa, anche se Johnson assicura che sarà rispettata la scadenza di fine 2020.

Brexit non avrà solo un impatto – non ancora chiaro – sui rapporti tra Regno Unito ed Europa e sulle rispettive economie. Avrà anche delle ripercussioni sul Parlamento europeo. Come scrive Politico, Bruxelles sfrutterà la perdita dei 73 europarlamentari britannici per ribilanciare l’assemblea in favore di quegli Stati membri non adeguatamente rappresentati.

A livello geografico, l’uscita del Regno Unito potrebbe favorire i Paesi dell’Europa meridionale: la Spagna e la Francia otterranno cinque seggi, mentre l’Italia tre. I partiti che potrebbero guadagnare di più dal rimpasto sono invece il Partito Popolare (Ppe), di centrodestra, e il gruppo euroscettico Identità e Democrazia, di cui fanno parte la Lega e il Rassemblement National di Marine Le Pen.

@marcodellaguzzo

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