Renzi chiama Modi e non cambia assolutamente nulla


Della telefonata di Matteo Renzi al primo ministro indiano Narendra Modi c'è davvero molto poco da dire e ancora meno da stracciarsi le vesti, partendo da un facile presupposto: questi comunicati non hanno niente a che vedere con la risoluzione della vicenda dei marò.

Della telefonata di Matteo Renzi al primo ministro indiano Narendra Modi c’è davvero molto poco da dire e ancora meno da stracciarsi le vesti, partendo da un facile presupposto: questi comunicati non hanno niente a che vedere con la risoluzione della vicenda dei marò.

 

Ovvero, le formule da equilibrista che escono ad uso e consumo dell’opinione pubblica e della stampa (auspichiamo, la giustizia indiana è libera e indipendente, colloqui a tutti i livelli, congratulazioni, comune interesse) non aggiungono né tolgono nulla allo sviluppo del caso, ma danno l’occasione di evidenziare aspetti – selezionati col metro dell’opportunità del momento – utili per perorare la propria causa.

Come la leggo io da qui, in modalità vacanziera: Renzi, nel pomeriggio dell’11 agosto, tiene ben quattro colloqui telefonici con, rispettivamente, Narendra Modi (India), Raceep Erdogan (Turchia), Mohammed bin Zayed Al Nahyan (Emirati Arabi Uniti) e Barak Obama (Stati Uniti). Nei comunicati striminziti pubblicati sul sito di Palazzo Chigi si elencano i temi delle varie conversazioni: Alitalia, rapporti bilaterali, Libia, Iraq, crescita Europa, Ucraina, Africa, cooperazione internazionale, rilancio rapporti, marò. Tutto nel “pomeriggio” dell’11 agosto.

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