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Repubblica Autoproclamata di Donetsk: un racconto fotografico

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 La guerra civile nel Donbass vuol significare qualcosa d’improvviso. Oltre le motivazioni di questione energetico e geopolitico per il controllo dell’Ucraina orientale, il referendum, che ha visto la creazione delle Repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lughansk e la scissione da Kiev, vuol dire spari tra conviventi. Un continuo combattimento di logoramento, con tank ed artiglierie che si fronteggiano a pochissima distanza. Il rigido inverno è sempre più vicino e la popolazione logorata.

 

Aleksandr Zakharchenko, Primo Ministro dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk, durante la propria campagna elettorale.

 

Check point dell’esercito ucraino alle porte di Sloviansk.

 

 

Deposito di armi in una trincea abbandonata.

 

 

Il comandante Scorpion organizza la prima linea dei ribelli filorussi a Pisky.

 

 

Pattugliamento di una postazione conquistata.

 

 

Postazione ucraina conquistata dai separatisti.

 

Un prete benedice i militari ucraini al fronte.

 

 

Alla periferia di Mariupol, un missile diretto su una postazione ucraina ha invece distrutto abitazioni civili.

 

 

La direttrice del Museo di Donetsk, distrutto dalle bombe.

 

 

Quartiere a ridosso dell’aeroporto di Donetsk. I bombardamenti dell’esercito ucraino hanno distrutto la casa di questa anziana donna.

 

Un uomo che ha subito i bombardamenti alla periferia di Mariupol.

 

Volontario separatista.

 

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