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Malawi, elezioni e stregoneria

Tra le numerose emergenze politiche e sociali, il prossimo Presidente dovrà far fronte alle persecuzioni degli albini, ancora vittime di stregoneria

I bambini guardano le donne mentre pompano acqua da un pozzo vicino alla capitale del Malawi, Lilongwe. Le piogge tardive in Malawi minacciano il raccolto di mais e spingono i prezzi a livelli record. Circa 14 milioni di persone soffrono la fame nell'Africa meridionale a causa di una siccità esacerbata secondo un modello meteorologico di El Nino del World Food Programme. REUTERS/Mike Hutchings
I bambini guardano le donne mentre pompano acqua da un pozzo vicino alla capitale del Malawi, Lilongwe. Le piogge tardive in Malawi minacciano il raccolto di mais e spingono i prezzi a livelli record. Circa 14 milioni di persone soffrono la fame nell'Africa meridionale a causa di una siccità esacerbata secondo un modello meteorologico di El Nino del World Food Programme. REUTERS/Mike Hutchings

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di maggio/giugno di eastwest.

Il prossimo 21 maggio si terranno le elezioni generali in Malawi, dove 6,8 milioni di elettori saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo Presidente, i membri del Parlamento e i delegati amministrativi dei 28 distretti dello Stato africano.

I candidati principali per la conquista della massima carica dello Stato sono l’attuale Presidente Arthur Peter Mutharika, che si presenta per il Partito Progressista Democratico (DPP); Lazarus Chakwera, leader della più importante compagine d’opposizione, il Partito del Congresso del Malawi (MCP) e il vice Presidente Saulos Chilima, scelto in rappresentanza del nuovo partito d’opposizione, il Movimento Unito per il Cambiamento (UTM). Altro candidato è l’attuale Ministro della Sanità, Atupele Muluzi, leader del Fronte democratico unito (UDF) e figlio dell’ex Presidente Bakili Muluzi.

Nell’imminente contesa elettorale c’è anche da registrare la candidatura della ex Presidente Joyce Banda, che nelle ultime elezioni aveva corso contro Peter Mutharika e Lazarus Chakwera, arrivando terza con uno scarno 20% dei consensi. Dopo le presidenziali del 2014, la prima donna Presidente del Malawi aveva ritenuto opportuno lasciare il Paese a causa di un suo possibile coinvolgimento nello scandalo CashGate: una colossale truffa da 280 milioni di dollari, venuta alla luce nei dettagli grazie a un audit della società di consulenza finanziaria britannica Baker Tilly. Banda è rientrata in patria alla fine di aprile dello scorso anno affermando che le accuse nei suoi confronti erano del tutto infondate ed erano state orchestrate politicamente, ma sta di fatto che non è mai stata chiamata a risponderne in tribunale.

C’è anche da ricordare che durante il suo biennio alla guida del Paese (aprile 2012-maggio 2014), dopo la morte del Presidente Bingu wa Mutharika, ha rischiato di far scoppiare una guerra con la vicina Tanzania, a causa di una controversia sui giacimenti di gas naturale presenti nel lago Malawi, le cui acque sono condivise dai due Stati africani. E solo la tenace azione diplomatica dell’Unione Africana ha evitato un sanguinoso conflitto nel cuore dell’Africa.

Nel passare in rassegna i candidati più accreditati alla conquista della presidenza, salta all’occhio la divisione tra l’attuale Presidente Peter Mutharika e il suo vice Saulos Chilima, che lo scorso gennaio in un’intervista rilasciata all’Afp ha spiegato di non avere più rapporti con il capo di Stato e il Governo. L’ex dirigente dell’Airtel ha inoltre dichiarato all’Afp che “la corruzione endemica e la cattiva leadership hanno peggiorato la diffusa povertà in uno dei Paesi più sottosviluppati del mondo. L’attuale governo ha messo in atto un pesante saccheggio di risorse pubbliche, che avrebbero potuto migliorare la qualità della vita della popolazione e favorire il lancio di programmi di sviluppo”. 

Dopo le elezioni presidenziali del 2014, nelle quali Chilima si era presentato insieme a Mutharika, le relazioni tra i due politici malawiani si sono gradualmente deteriorate fino ad indurre Chilima ad abbandonare nello scorso anno il DPP per fondare l’UTM.

È innegabile che la popolarità dell’attuale Presidente è fortemente limitata dalla pesante crisi economica che affligge il Paese, dove mancano i beni essenziali come il cibo ed elettricità, mentre il debito estero è cresciuto a dismisura. Senza dimenticare, che secondo dati della Banca Mondiale, oltre la metà dei 18 milioni di abitanti della nazione dell’Africa orientale vive al di sotto della soglia di povertà, misurata dall’inabilità di procurarsi 2.200 chilocalorie al giorno per persona.

Con il calo del potere di acquisto, il numero degli abitanti del Malawi che vivono sotto il livello di povertà estrema è cresciuto in modo esponenziale, così come è cresciuta la vulnerabilità di tutto il Paese riguardo il gravissimo problema dell’insicurezza alimentare. Le ragioni sono molte, ma le principali rimangono un’agricoltura basata ancora sulle piogge stagionali che durano solo quattro mesi e una popolazione in grandissima crescita, con i due terzi della popolazione sotto i trent’anni. Anche se il Malawi detiene l’infausto primato della più bassa aspettativa di vita al mondo: solo 47 anni.

Ciononostante, nei sondaggi Mutharika è dato per favorito, ma secondo l’opposizione la sua prevalenza nei confronti degli altri candidati non dovrebbe meravigliare perché il presidente controllerebbe le due stazioni radiofoniche della MBC, che trasmettono a livello nazionale. Le due emittenti rappresentano la principale fonte di informazioni per la maggior parte dei malawiani, che ascoltano programmi di propaganda in favore del presidente uscente e del suo praticamente sconosciuto candidato alla vicepresidenza Everton Chimulirenji.

È comunque facile per il Presidente in carica rivendicare il merito di aver costruito nuove strade, linee elettriche e scuole, realizzate in gran parte con i fondi raccolti dai donor stranieri. Come è altrettanto facile per Chilima attaccare l’operato del Governo e promettere (come ha fatto) un milione di nuovi posti di lavoro. Joyce Banda, per non essere da meno, assicura che entro cento giorni dalla sua elezione, i problemi di mancanza di elettricità saranno definitivamente risolti e i blackout che destrutturano il Paese saranno solo un ricordo. Ma gli osservatori locali rilevano che le grandi promesse elettorali rimaste tali hanno invaso la scena politica del Malawi sin dall’alba della sua democrazia nel 1994, dopo quasi tre decenni di tirannia di Hastings Banda.

Un altro dei problemi che affliggono l’ex protettorato britannico del Nyasaland è legato alla persecuzione di cui sono vittima le persone affette da albinismo. L’ampiezza del fenomeno nel Paese è dimostrata dalla lunga serie di uccisioni, sequestri e rapine ai danni degli albini. Dietro a tanta violenza, ci sarebbe la credenza che le parti del corpo delle persone nate con questa anomalia metabolica ereditaria siano dotate di poteri magici. A causa di questa credenza, sono usate come talismani o ingredienti per creare “miracolose” pozioni in grado di guarire da malattie e far prosperare gli affari. 

Un rapporto pubblicato nel giugno 2018 da Amnesty International dal titolo Towards effective criminal justice for people with albinism in Malawi ha rilevato che dal novembre 2014 il numero ufficiale delle denunce di reati contro le persone con albinismo è salito a 148, tra cui 14 omicidi e sette tentati omicidi. Tuttavia, i ricercatori di Amnesty nello stesso periodo hanno rilevato almeno 21 omicidi di persone affette da albinismo.

Il report evidenzia che la maggior parte degli orribili crimini commessi nei loro confronti rimane impunita. Rispetto a indagini su altri reati, quelle in cui le vittime sono persone con albinismo vanno avanti in modo assai lento. Secondo dati della polizia del Malawi e del ministero per la Giustizia e gli Affari costituzionali, solo il 30% delle 148 denunce ufficiali è stato oggetto di indagini. E solo un caso di omicidio e un altro di tentato omicidio si sono conclusi con la condanna dei responsabili.

Per questo motivo, l’Ong londinese ha rivolto un appello alle autorità del Malawi per riformare urgentemente il sistema giudiziario rendendolo in grado di proteggere le persone con albinismo, che vivono sotto la costante minaccia di essere uccise. E il prossimo presidente e il suo governo dovranno fornire una risposta concreta anche a questa emergenza.

@afrofocus

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