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La pagella di Pechino

Shanghai introduce nuove regole per riciclare i rifiuti urbani, Pechino proibisce scritte in arabo nei ristoranti halal e mostra maggiore tolleranza verso le coppie omosessuali, mentre Hong Kong viene investita da nazionalismi

EXPO REUTERS/N. Elias/Contrasto
EXPO REUTERS/N. Elias/Contrasto

Pechino: no scritte in arabo

Le autorità nella capitale cinese hanno messo fuori legge le scritte in arabo e i simboli musulmani (come la mezzaluna) che fino a poco tempo fa potevano essere notati nelle insegne, nelle decorazioni e nei menù dei ristoranti halal di Pechino. La direttiva rientra nello sforzo in atto dal 2016 di “sinizzare” la popolazione islamica cinese – presente nel Paese dall’VIII secolo. La giustificazione data ad alcuni dei gestori di ristoranti halal è stata che questi simboli, e queste scritte, rappresenterebbero una cultura straniera, uno stile in contrasto con l’enfasi sulla cultura più strettamente cinese che è promossa dal 2012, ovvero, da quando il segretario generale del Partito Comunista, e Presidente, Xi Jinping, è entrato in carica. Le nuove regole tutte-cinesi erano già state applicate lo scorso anno nelle regioni del Ningxia e del Gansu, a maggioranza musulmana. (888 battute)

Voto: 4 ai Cinesi…. Non esageriamo!

I cittadini di Shanghai: "che spazzatura siamo?"

Dal 1° luglio, la municipalità di Shanghai ha introdotto nuove regole per il riciclaggio dei rifiuti urbani, parte di un programma nazionale per coinvolgere la cittadinanza nello smaltimento della spazzatura. Le misure sono urgenti: la Cina è il secondo Paese dopo gli Usa per produzione di rifiuti (nel 2017 il Paese ha prodotto 210 milioni di tonnellate di rifiuti solidi municipali, 48 milioni di tonnellate in meno degli Stati Uniti) e il riciclaggio è poco praticato. Le nuove regole hanno causato confusione, prevedendo una raccolta differenziata all’estremo. Noccioli e bucce di frutta, per esempio, devono essere gettati in bidoni diversi, dal momento che le quattro categorie per la raccolta differenziata sono: spazzatura umida, spazzatura secca, rifiuti riciclabili e rifiuti tossici. Chi non rispetta le regole riceverà multe dai 60 ai 230 euro per i privati, e dai 6000 ai 60.000 euro per le aziende. Le autorità di Shanghai hanno diffuso le regole della nuova iniziativa civica con una campagna pubblicitaria che chiede: “e tu, che spazzatura sei?” – ritrovandosi al centro di un tormentone online, in cui i cittadini postano fotografie di loro stessi, nelle quali si chiedono umoristicamente che tipo di rifiuto siano.

Voto: 8 ai cinesi ancora una volta. Saranno pure autoritari, ma forse realizzeranno lo smaltimento di rifiuti più efficiente al mondo

Ondata di nazionalismo post tensioni

La tensione ormai decennale fra Hong Kong e l’entroterra cinese ha raggiunto nuovi apici dopo il tentativo del capo dell’esecutivo dell’ex colonia britannica, Carrie Lam, di introdurre una legge sull’estradizione che avrebbe reso possibile trasferire in Cina per essere processati i sospetti criminali. La legge è stata bloccata, ma non formalmente ritirata come hanno richiesto con insistenza i manifestanti. Il territorio di Hong Kong è stato scosso da imponenti manifestazioni e da scontri sempre più violenti con la polizia, nonché dall’occupazione temporanea dell’aeroporto internazionale Chek Lap Kok, dove i manifestanti si erano recati per fornire la loro versione dei fatti ai visitatori. Mentre la situazione a Hong Kong resta troppo fluida al momento di scrivere per azzardare previsioni, è invece certo che la polarizzazione fra cittadini di Hong Kong e opinione pubblica cinese continua a procedere senza sosta. Pechino, dopo aver imposto un black-out sulle notizie provenienti da Hong Kong ha deciso di mobilitare i sentimenti nazionalisti della popolazione, tanto in Cina come all’estero, consentendo spazio online a chi critica i manifestanti pro-democrazia di Hong Kong, e applaudendo chi scende in strada nelle capitali internazionali per denunciare il “tradimento” degli hongkonghesi nei confronti della madre patria. Gli scontri fra hongkonghesi e cinesi sono stati particolarmente severi in Australia. Non solo la rottura fra la popolazione di Hong Kong e il Governo e la polizia locali sarà di difficile risoluzione, ma l’inasprirsi della diffidenza reciproca fra “continentali” e hongkonghesi fa presagire tensioni che si protrarranno nel tempo. In particolare, in mancanza di canali non ideologici e non soggetti a censura per aiutare il dialogo fra le due parti.

Voto: 8 ai manifestanti, che non si accontentano

Segnali di tolleranza per omosessuali

Maggiore tolleranza per le coppie omosessuali in Cina, dopo che il distretto di Guoxin, a Pechino, ha accettato per la prima volta che una coppia omosessuale nominasse il partner come referente ufficiale (o “guardiano”) per i beni di proprietà ed eventuale eredità dopo decesso. La notizia è stata accolta favorevolmente dall’opinione pubblica cinese, a giudicare da quanto si è visto su Weibo (la versione cinese di Twitter) per quanto l’ufficio notarile di Guoxin abbia deciso di rendere privata la notificazione, per evitare problemi con la censura.

Voto: 5 ½, apertura insufficiente, ma comunque significativa

@IlariaMariaSala

Questo articolo è pubblicato anche sul numero di settembre/ottobre di eastwest.

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