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La pagella di New York

Mentre continua la guerra commerciale con la Cina, gli States di Trump si ritirano dal Trattato Inf e annunciano di volere un accordo di libero scambio con il Brasile di Bolsonaro. Intanto, i Democratici perdono la causa contro Wikileaks

Le figure raffiguranti il ​​Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che infrangono il Trattato Inf sono raffigurate durante la parata del Rosenmontag (lunedì delle rose) a Dusseldorf, Germania, 4 marzo 2019. REUTERS/Wolfgang Rattay
Le figure raffiguranti il ​​Presidente russo Vladimir Putin e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che infrangono il Trattato Inf sono raffigurate durante la parata del Rosenmontag (lunedì delle rose) a Dusseldorf, Germania, 4 marzo 2019. REUTERS/Wolfgang Rattay

Gli Stati Uniti si sono ritirati formalmente dal Trattato Inf (Intermediate-Range Nuclear Forces) con la Russia, siglato da Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov nel 1987 con lo scopo di mettere al bando i missili a raggio intermedio. È da anni che i due Paesi si accusano a vicenda di violare il Trattato. Secondo gli americani, i russi avrebbero violato i limiti imposti dal Trattato Inf, sviluppando un missile di gittata superiore ai 500 Km. Mosca accusa invece Washington di aver installato in Polonia e Romania rampe di lancio che possono essere usate per i missili a testata nucleare. La cancellazione del Trattato Inf, sospeso anche dalla Russia il 3 luglio, si inserisce in una nuova corsa agli armamenti: entrambi i Paesi hanno annunciato piani per sviluppare liberamente missili a raggio intermedio. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo è intervenuto sulla questione accusando anche la Cina di schierare (sul proprio territorio) missili nucleari a raggio intermedio con i quali “minaccia gli Stati Uniti e i loro alleati in Asia”.

Voto: 3 all’Amministrazione Trump. Dagli Stati Uniti ci aspettiamo sempre più equilibrio. Che non individuiamo nella decisione di ritirarsi dagli obblighi del Trattato Inf

Il Governo cinese ha chiesto alle imprese a controllo statale di sospendere le importazioni di beni agricoli dagli Stati Uniti. L’iniziativa è destinata a colpire duramente gli agricoltori americani, tradizionale base elettorale del Presidente Donald Trump. Le aziende agricole statali cinesi aspetteranno di vedere come progrediranno le trattative commerciali prima di riprendere gli acquisti. Intanto dalla fine di agosto l’amministrazione americana inizierà a versare nuovi aiuti finanziari agli agricoltori colpiti dalla guerra commerciale in atto. La manovra costerà alle casse federali circa 14 miliardi di dollari, ai quali si aggiungono i 10 miliardi già spesi nel 2018. In una dichiarazione alla CNN, il Presidente dell'American Farm Bureau Federation, Zippy Duvall, ha dichiarato: "Siamo grati al Presidente Trump e al segretario Perdue per il continuo supporto all'agricoltura, ma i farmers americani hanno bisogno di commercio più che di aiuti”.

Voto: 4 alla guerra commerciale. Dannosa, non solo per gli Americani….

Donald Trump ha annunciato, in un incontro con la stampa, l'intenzione di raggiungere un accordo di libero scambio con il Brasile, sottolineando gli ottimi rapporti tra i due Paesi e la speciale relazione con il Presidente Jair Bolsonaro. Gli Stati Uniti e il Brasile, nel 2018 hanno scambiato più di 100 miliardi di dollari in beni e servizi. Lo scorso anno gli Stati Uniti, nell'ambito dell'agenda "America First" di Trump, avevano minacciato tariffe su acciaio e alluminio prima di concedere un’esenzione permanente al Brasile. Marcos Troyjo, viceministro dell'economia del Brasile per il commercio estero, ha dichiarato a Reuters che il suo Paese ha obiettivi "ambiziosi" per facilitare gli scambi e incentivare gli investimenti tra i due Paesi, soprattutto nelle infrastrutture, ma che qualsiasi decisione al riguardo dovrebbe includere i partner del Brasile nell'unione doganale sudamericana Mercosur, che comprende Argentina, Uruguay e Paraguay.

Voto: 4 ai sovranisti! Come conciliamo “America first” con “Mercosur o nada”?

Sullo sfondo della “guerra delle petroliere” con l’Iran, la Gran Bretagna si è unita alla missione per la sicurezza marittima americana nello stretto di Hormuz. “Questo dispiegamento rafforzerà la sicurezza e garantirà la tutela della navigazione”, ha annunciato Dominic Raab, Ministro degli Esteri del Governo Johnson. Il suo predecessore, Jeremy Hunt, aveva invece ipotizzato la partecipazione del Paese a una missione europea. Nessun altro Paese della Ue ha aderito alla missione guidata dagli Stati Uniti. La portavoce del Governo tedesco, Ulrike Demmer, ha spiegato che “gli Stati Uniti hanno recentemente presentato a molti alleati, inclusa la Germania, il loro concetto di missione di sorveglianza marittima nel Golfo Persico. Tuttavia, il Governo tedesco è riluttante ad accettare la proposta americana, dato che l’approccio tedesco verso l’Iran differisce in maniera significativa da quello adottato dagli Stati Uniti.”

Voto: 9 alla Ue, che prova a distinguersi da Washington nei rapporti con l’Iran...

John G. Koeltl, giudice federale di New York nominato da Bill Clinton, ha assolto Wikileaks per aver pubblicato delle email dei Democratici durante la campagna elettorale Usa del 2016, respingendo la causa intentata dal Comitato Nazionale Democratico, che accusava l’organizzazione di aver cospirato per danneggiare Hillary Clinton. La sentenza ha stabilito che le azioni di Wikileaks sono protette dal Primo Emendamento. “Esiste una significativa distinzione legale tra il furto di documenti e la divulgazione di documenti” ha ribadito il giudice Koeltl.

Voto: 3 a Hillary. Qualunque cosa capiti, la sbaglia. È venuto il tempo di dedicarsi alla vita privata...

@ilarias

Questo articolo è la prima pagina del nuovo numero di settembre/ottobre di eastwest.

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