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Tutto il potere in un tweet

È capace di arrivare dove altri mezzi non arrivano, di dare risalto a ciò che si vuole, di anticipare i desideri del pubblico

Il logo di Twitter riflesso negli occhi di una donna. REUTERS/Fabrizio Bensch
Il logo di Twitter riflesso negli occhi di una donna. REUTERS/Fabrizio Bensch

I social media sono un’arma da guerra. Lo scrivono nero su bianco due psicologi Usa, P. W. Singer e Emerson T. Booking, nel libro pubblicato nel 2018 LikeWar. The Weaponization of Social Media. Pur convinto che a molti, tale affermazione, possa risultare inaccettabile o indigesta, non è contestabile il ruolo di crescente “peso” che i social stanno conquistando in ogni ambito, in particolare quello politico-istituzionale. Ciononostante risulta incomprensibile la superficialità di molti opinion leader o giornalisti nella valutazione dei post di taluni personaggi, soprattutto se politici.

Il caso forse più emblematico è quello di Donald Trump, che ha fatto dei suoi tweet un vero e proprio strumento di comunicazione strategica. Il suo primo tweet risale al 4 maggio 2009, quando nel tentativo di incrementare il numero di ascoltatori di un suo reality show (una puntata di Late Night con David Letterman), twitta: ”Be sure to tune in and watch Donald Trump on Late Night with David Letterman as he presents the Top Ten List tonight!”. Un messaggio semplice, diretto, privo di qualsiasi tentativo di manipolazione mediatica. Ma nei due anni successivi avviene un cambiamento. Trump inizia a twittare più spesso e il contenuto dei suoi post è sempre più politicizzato, e contiene una mistura di verità incontestabili, eventi reali e considerazioni diverse.  La presenza di Trump nel mondo virtuale diventa virale. La sua credibilità aumenta al punto che gli stessi Singer e Brooking, arrivano a sostenere che la candidatura di Trump alle presidenziali, a partire dal 2015, gli avrebbe fruttato l'equivalente di $ 5 miliardi in termini di pubblicità gratuita. In un articolo di gennaio 2018, il quotidiano Indipendent scrive: ““Yet, Mr Trump's tweets are also remarkably effective…For Mr Trump, social media is a battleground and he has weaponised Twitter in a number of ways”. Il feed Twitter del Presidente Usa ha 46.7 milioni di follower, e molti ritengono che sia una finestra nei suoi pensieri e nella sua psiche, ma forse pochi hanno compreso che rappresenta uno strumento persuasivo in grado di generare messaggi con elementi di condizionamento psicologico. Molti esperti sostengono che il 71enne ha utilizzato Twitter in un modo che non ha eguali tra gli altri leader politici. George Lakoff, professore emerito dell'Università della California, Berkeley e autore di Don't Think of an Elephant, è un esperto di scienze cognitive e linguistica. Ha analizzato i tweet di Trump e ha concluso: "Trump utilizza i social media come arma per controllare il ciclo di notizie. Esso funziona magicamente. I suoi tweet sono tattici piuttosto che sostanziali. "

Qualsiasi bravo venditore sa come condizionare il potenziale acquirente per fargli comprare quello che sta vendendo. Il pensiero usa circuiti neurali e ogni idea è costituita da circuiti neurali. Tuttavia noi non abbiamo un accesso consapevole a quel circuito e la maggior parte del pensiero (circa il 98%) è incosciente. Il pensiero cosciente è solo la punta dell'iceberg. Il pensiero inconscio funziona secondo alcuni meccanismi base che Trump usa istintivamente per trasportare il cervello della gente verso ciò che vuole: autorità assoluta, denaro, potere, celebrità.

Lakoff sostiene che i meccanismi utilizzati da Trump rientrano nelle seguenti quattro categorie:

  1. Preemptive Framing (Essere il primo ad incorniciare un’idea). Assumere una notizia prima di tutti innestando in essa un messaggio appositamente strutturato.
  2. Diversion (Distogliere l’attenzione dai problemi reali). Dare maggiore risalto ad una notizia, di minore valenza, per cercare di distogliere l’attenzione da una notizia che si vuole minimizzare.  
  3. Deflection (Attacca il messaggero, cambia direzione). Ad esempio, attaccare i media nel tentativo di erodere la fiducia del pubblico. Successivamente riformulare la storia come "notizia falsa" e stabilire che l'amministrazione Trump è la vera fonte di verità.
  4. Trial Balloon. Prova la reazione del pubblico. Consente di strutturare dei messaggi per comprendere, in anticipo, quale può essere la reazione del pubblico su un problema particolare del Paese.

Ad esempio, quando si verifica un evento drammatico che viene ben pubblicizzato, una comunicazione strutturata ripropone le immagini dell’evento ripetutamente, rafforzando e incrementando nelle masse la convinzione che eventi similari possano verificarsi in futuro con un'alta probabilità. Se vengono proposti video di sparatorie da parte di musulmani, afro-americani e latini, il timore che ciò possa accadere alla propria comunità, nonostante le scarse probabilità, aumenta in maniera esponenziale. Altro esempio: il termine “radical Islamic terrorists” pone, a livello psicologico, i musulmani su una scala lineare diretta con i “terroristi”, suggerendo che il terrorismo è incorporato con la religione stessa. La paura rappresenta il vero punto debole dei popoli e un popolo intimorito tende sempre a desiderare un padre forte e severo…

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