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RETROSCENA

Il tempo delle scelte

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Abbiamo un’occasione unica per consegnare ai nostri figli una società più equa, più moderna, più sostenibile. Non sprechiamola!

  1. Da vent’anni al potere, lo Zar Vladimir e il suo establishment non riescono più a proporzionare attività a obiettivi. Il tentato omicidio del principale oppositore politico di Putin, Aleksej Navalny, evidenzia l’affanno della classe dirigente di Mosca a gestire un consenso non più plebiscitario per l’eterno leader. Anche in politica estera, la brutale minaccia di intervento diretto a sostegno di Lukashenko è un altro segnale di debolezza politica. L’Unione europea, dal canto suo, sembra ritrovare l’autorevolezza per sanzionare un Governo dispotico e truffaldino (l’ultimo sopravvissuto dell’Impero sovietico), decidendo anche per una politica attiva incisiva, finanziando i giornali e gli editori liberi a Minsk. Riguardo alla Russia, Bruxelles deve decidere se e come contrastare la deriva putiniana con maggiore decisione, ritagliandosi un ruolo da protagonista in tutti i confronti strategici, pena l’irrilevanza: in Ucraina, in Siria, in Libia e nella partita energetica.
  2. A conclusione della convention democratica, Joe Biden e Kamala Harris si candidano a restituire a noi Europei l’America che vogliamo, aperta ai commerci, responsabile, multilateralista. Se Biden dovesse confermare i sondaggi il 4 novembre, avremo assistito ad una novità assoluta nella politica americana: due Presidenti di seguito non riconfermati, uno perché perde e l’altro perché ha già annunciato che non si ricandiderà, quando si è autodefinito un “ponte verso le nuove generazioni”. Ai cittadini americani l’ultima parola, sottolineando però che non decidono solo per loro stessi, ma per tutto il sistema di relazioni delle democrazie occidentali.
  3. Nel 2020, anno drammatico per tutti, Apple ha incrementato il valore di borsa del 60%: oggi vale 2mila miliardi di dollari sul mercato, quanto il Pil dell’Italia, membro del G7. Ci sentiamo convintamente parte di società liberali, ma non possiamo non chiederci come possono Governi nazionali con numeri inferiori gestire il rapporto con giganti di questa portata. La risposta la può dare forse solo un’aggregazione federalista come l’Unione europea, che in effetti sta provando a regolare in modo intelligente la fiscalità con i giganti del Web.
  4. Next Generation EU rappresenta la più grande opportunità di noi, classe dirigente di questo ventennio, di consegnare ai nostri figli una società più moderna, quindi digitalizzata per tutti; più sostenibile, quindi rispettosa dell’ambiente e della limitatezza delle risorse; più equa, dunque con una distanza di reddito inferiore a quella che oggi c’è in Italia tra il 20% più ricco e l’ultimo 20%, che è oggi di ben sei volte e in aumento. Se non riusciremo a usare le risorse straordinarie disponibili nei prossimi 5 anni, avremo fallito definitivamente e senza attenuanti.
  5. Anche la crisi Covid ci sta costringendo a scelte decisive. La prima fase, quella della sorpresa, non poteva che essere gestita con provvedimenti drastici. Ora però, siamo nel momento più delicato: quello delle scelte. Dobbiamo scegliere, sulla base delle nozioni disponibili, come dare soluzione a problemi annosi, provando a uscire dalla crisi meglio di come ci siamo entrati. Uno dei settori chiave è la formazione, scuola e Università. Siamo rimasti indietro, negli ultimi 20 anni, in Italia, per mancanza di risorse, ma anche per incapacità di adattare strutture e insegnamenti a nuove esigenze, sulla base di un drammatico complesso di superiorità. Va benissimo l’investimento nei banchi monoposto, se serviranno a garantire il necessario ritorno a scuola, ma è improrogabile rinnovare le strutture scolastiche e innovare i programmi, per renderli più vicini alle nuove teorie dell’apprendimento e al mondo del lavoro, uno sconosciuto per i nostri ragazzi che si diplomano o si laureano.

Questo articolo è la Prima Pagina del numero di settembre/ottobre di eastwest.

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@GiuScognamiglio

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