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Ue e Africa: insieme per riformare l’Oms


Il nazionalismo dei vaccini ha acuito le distanze tra Paesi ricchi e poveri: una cooperazione multilaterale sulla salute è un’opportunità storica per l’Ue per rinsaldare i suoi rapporti con l’Africa

Daniele Fattibene Daniele Fattibene
[ROMA] Si occupa di cooperazione allo sviluppo presso l’Istituto Affari Internazionali (IAI). È consulente presso la United Nations Conference on Trade and Development (UNCTAD).

Il nazionalismo dei vaccini ha acuito le distanze tra Paesi ricchi e poveri: una cooperazione multilaterale sulla salute è un’opportunità storica per l’Ue per rinsaldare i suoi rapporti con l’Africa

Dopo anni di grande crisi e di sfiducia verso le istituzioni multilaterali, la pandemia ha evidenziato l’importanza di ri-accendere la cooperazione multilaterale partendo dalla salute. Le politiche protezioniste e nazionaliste hanno infatti fallito miseramente nel contrastare la diffusione di un virus che non conosce barriere e confini. L’Unione europea ha giocato e deve giocare un ruolo sempre più da leader in questo processo, realizzando una partnership solida e “tra eguali” con i Paesi africani. Questo è fondamentale per contrastare le sfide presenti, ma soprattutto per prepararsi a quelle future. La cooperazione tra Ue e Africa è essenziale per riformare l’attuale governance sanitaria globale, inclusa l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e per dare piena attuazione all’approccio One Health, che sottolinea la strettissima connessione tra salute degli umani, degli animali e dell’ambiente.

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