Riforme e debito in Cina


Dal terzo Plenum che ha determinato la virata riformista della leadership cinese, sembra ormai passato un secolo. È stato creato un Consiglio di sicurezza nazionale e a fine gennaio scorso è stato creato il ristretto team che dovrà assicurarsi che le riforme economiche procedano spedite. Ora viene il difficile, come sottolineano i media cinesi, imbeccati dai leader del Partito che ha spiegato come «i problemi vadano affrontati uno per uno». C'è la necessità di mettere in campo le riforme e controllare i limiti prodotti dallo sviluppo cinese, tra i quali, il debito delle aziende.

Dal terzo Plenum che ha determinato la virata riformista della leadership cinese, sembra ormai passato un secolo. È stato creato un Consiglio di sicurezza nazionale e a fine gennaio scorso è stato creato il ristretto team che dovrà assicurarsi che le riforme economiche procedano spedite. Ora viene il difficile, come sottolineano i media cinesi, imbeccati dai leader del Partito che ha spiegato come «i problemi vadano affrontati uno per uno». C’è la necessità di mettere in campo le riforme e controllare i limiti prodotti dallo sviluppo cinese, tra i quali, il debito delle aziende.

 

Lo scorso 24 gennaio Xi Jinping ha stabilito i nomi di coloro che saranno i suoi compagni di riforme: Li Keqiang, Liu Yunshan e Zhang Gaoli. Compreso Xi, si tratta di quattro dei sette membri dell’Ufficio centrale del Politburo. Il nocciolo duro dei capi del paese, ennesimo sintomo di un accentramento del potere da parte dell’attuale Presidente che non ha eguali nella storia della Repubblica popolare.

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