spot_img

Riso pilaf: l’unica ricetta che accomuna tutti i cuochi del mondo


Uno dei piatti di base della cucina africana, di quella asiatica, di quella mediorientale, persino di quella latinoamericana è il riso: ogni paese ha le sue ricette tradizionali, che si distinguono non solo per gli ingredienti che accompagnano il riso, ma anche i metodi di preparazione e di cottura di questo ingrediente così versatile.

Uno dei piatti di base della cucina africana, di quella asiatica, di quella mediorientale, persino di quella latinoamericana è il riso: ogni paese ha le sue ricette tradizionali, che si distinguono non solo per gli ingredienti che accompagnano il riso, ma anche i metodi di preparazione e di cottura di questo ingrediente così versatile.

 

C’è, tuttavia, una particolare maniera di cucinare il riso che ci sembra comune a tutti i cuochi casalinghi del mondo: il pilaf.

Il termine italiano e inglese pilaf viene dal turco pilav, che a sua volta viene dall’antico sanscrito pulāka.

A causa della vastissima diffusione di questo piatto, esistono ovviamente molte grafie alternative per una ricetta che però, in tutto il mondo, è sempre la stessa: che lo si chiami polou, palov, pilau, polu, polaao, pulao etc., sempre del semplice riso pilaf si tratta.

Ma che cosa è, davvero, il pilaf? Il termine pilaf di per sè, contrariamente al significato che ha acquisito per metonimia in italiano e in altre lingue, non si riferisce al riso, ma alla maniera di cucinarlo: pilaf è la cottura del riso, non il riso in sè.

La ricetta tradizionale prevede che il riso sia cotto al forno con acqua e cipolle, ma ormai la maggior parte dei cuochi preferisce farlo sui fornelli, anche perchè il risultato non è molto differente.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img