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Russia: Medvedev si dimette

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E Putin propone la riforma della Costituzione: maggiori poteri per la Duma, no ai mandati illimitati

Nel discorso alla nazione tenuto nella giornata di ieri, Vladimir Putin ha proposto una serie di iniziative volte alla riforma della Costituzione e di alcuni organi che diventeranno a tutti gli effetti parte integrante della Carta fondamentale della Russia. Le modifiche costituzionali necessiterebbero, poi, di un referendum da sottoporre al voto popolare che potrebbe, o meno, cambiare il balance of power della Federazione. Alcuni osservatori si aspettavano una proposta di modifica del limite dei due mandati consecutivi, ma — come visto nel corso delle ultime consultazioni amministrative — l’unione delle forze di opposizione avrebbe potuto ostacolare il risultato finale.

L’intervento di Putin, che ha principalmente toccato i temi economici, ha così aperto la strada a un cambio di Governo: il Primo Ministro Dmitry Medvedev ha rassegnato le dimissioni, così come tutti i membri del Governo, seguendo la procedura prevista dall’articolo 117 della Costituzione. Finisce così la staffetta tra il Presidente russo e il Capo del Governo, che li ha visti avvicendarsi negli ultimi anni nelle rispettive cariche. Al posto di Medvedev andrà Mikhail Mishustin, ora Direttore del Servizio Federale Tributario. Per il Primo Ministro uscente si aprono le porte del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russa, del quale sarà Vicepresidente.

Le due più significative proposte di modifica costituzionale avanzate da Putin vedrebbero la Duma incaricata della scelta del Primo Ministro — che ora spetta al Presidente — e di altri funzionari governativi, e l’inserimento in Costituzione del Consiglio di Stato, organo che secondo l’inquilino del Cremlino è di estrema efficacia per la risoluzione di numerose problematiche della Federazione. Ancora, tra le idee di Putin quella di impedire ai cittadini con doppio passaporto di candidarsi alla presidenza della Federazione o di ricoprire incarichi a livello governativo e giudiziario.

La parziale uscita di scena di Medvedev modifica lo status quo degli ultimi 12 anni. Se approvate, le modifiche costituzionali toglieranno potere alla carica di Presidente, delegando i compiti ad altri organi dello Stato. In prospettiva, Putin potrebbe rimanere all’interno delle istituzioni del Paese in altre vesti, con compiti diversi ma pur sempre capace di orientare la politica russa.

@melonimatteo

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