EN

eastwest challenge banner leaderboard

Russia, fiducia confermata per Putin

Indietro

Nel voto amministrativo qualche sorpresa ma Russia Unita, nonostante le proteste degli ultimi mesi, tiene

Russia Unita, il partito del Presidente Vladimir Putin, vince quasi dappertutto alle elezioni amministrative e regionali, con numeri che vanno dal 56% dei consensi fino al 90% dei voti di alcune regioni. Lo smart vote chiamato a Mosca è servito a contenerne la vittoria, con un’affluenza nella capitale del Paese che si è fermata al 21,77%.

Lo stop alla candidatura di numerosi volti indipendenti e l’abbandono della corsa da parte di alcuni esponenti di altre formazioni hanno senz’altro spianato la strada a Russia Unita. A Mosca, San Pietroburgo, nella regione siberiana di Zabaikalsky e nella Repubblica di Kalmykia si sono verificate le dinamiche più interessanti, in un generale quadro d’insieme che non concede ulteriori diversificazioni al quadro politico.

La bassa partecipazione al voto nella capitale ha disegnato una Duma locale differente rispetto agli anni passati. Con la tattica del “voto intelligente”, il Partito Comunista ha guadagnato ben 13 seggi (dai soli 5 del 2014), piazzatosi secondo dietro Russia Unita che si è fermata a 25 consiglieri, perdendo 1/3 dei consensi rispetto alla precedente tornata elettorale. Grazie allo smart vote, che come obiettivo ha avuto quello di esprimere il consenso contro i principali candidati del partito di Putin, alcuni autorevoli membri di Russia Unita (su tutti, Andrey Metelsky, guida della formazione del Presidente a Mosca) hanno perso il seggio.

 Il Sindaco di Mosca Sergey Sobyanin ha espresso soddisfazione per il risultato, che — a suo dire — dimostra che “la competizione è stata genuina”. Per Sobyanin, la “diversità politica porterà benefici al Consiglio”. Ciononostante, alcune violazioni del voto si sarebbero registrate in diversi seggi, ma gli scontri delle settimane passate non si sono verificati nel giorno della votazione.

Nelle altre 84 regioni e città dove si è votato, interessanti i casi di San Pietroburgo e di altre regioni. Nell’ex Leningrado, a poche ore dal voto si è ritirato il principale sfidante del partito di Vladimir Putin. Vladimir Bortko del Partito Comunista ha deciso di abbandonare la corsa, affermando: “Non voglio partecipare a questi giochetti”. Secondo il candidato comunista, le autorità hanno svolto un ruolo chiave per sabotare la sua candidatura, ma alcuni rappresentanti dell’opposizione l’hanno accusato di essere in combutta col Cremlino. Alla fine, nella città di Vladimir Putin ha vinto il candidato di Russia Unita, Alexander Beglov, col 65% dei consensi.

Alexander Osipov è stato il candidato ad aver ricevuto la più alta percentuale di consensi, 89.61% dei voti, a Zabaikalsky, in Siberia. In Kalmykia l’ex campione di kickboxing Batu Khasikov ha ottenuto l’82.57% dei voti. Il Partito Liberal Democratico di estrema destra si conferma nella regione di Khabarovsk e manda un suo rappresentante alla Duma, sconfiggendo l’esponente di Russia Unita. A Nobosibirsk vince il Partito Comunista con Anatoly Lokot

@melonimatteo

La voce
dei Lettori

eastwest risponderà ogni settimana ai commenti sui social e alle domande inviate dai lettori. Potete far pervenire la vostra domanda usando il tasto qui sotto. Per essere pubblicati, i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città Invia la tua domanda ad eastwest

GUALA