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La Ue crea la figura di un inviato speciale per il rispetto delle sanzioni in Russia


L'incaricato dovrà garantire che anche Stati terzi, per esempio la Turchia, rispettino le sanzioni contro Mosca. Probabile la nomina dell'ex Ambasciatore della Ue negli Usa, David O'Sullivan

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, è membro del comitato editoriale di eastwest. Si occupa di geopolitica di Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti, rapporti tra Paesi Nato, di organizzazioni internazionali. Già Addetto Stampa al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York.

In attesa del nuovo round di sanzioni contro la Russia, il nono, l’Unione Europea cerca di massimizzare gli sforzi per il rispetto di quanto imposto contro Mosca nel corso degli ultimi mesi. Per farlo, Bruxelles punta alla creazione di una figura ad hoc che aiuterà ad oliare i difficili meccanismi non solo tecnici ma soprattutto politici dietro la scelta, per spingere i Paesi al di fuori del blocco dei 27 a seguire i dettami voluti dalla Commissione.

È di questo che dovrà occuparsi l’Inviato Speciale per le Sanzioni che, come trapela dalle indiscrezioni pubblicate sul Financial Times, dovrebbe essere David O’Sullivan, già Ambasciatore dell’Unione Europea negli Stati Uniti. Diplomatico di lunga esperienza, oltre ad aver lavorato come Direttore Generale del Commercio per l’Ue, O’Sullivan ha gestito a Washington anni di difficile rapporto con gli Usa di Donald Trump.

Nel corso del suo mandato negli States, la Rappresentanza dell’Unione Europea si ritrovò misteriosamente privata del rango più alto. Una lettera scritta al Congresso statunitense dalla Delegazione del Parlamento Europeo per le Relazioni con gli Stati Uniti d’America lamentava il downgrade dello status diplomatico dell’Ue da parte della Casa Bianca. “Non è il modo corretto di trattare un partner, in particolare perché né l’Alto Rappresentante per la Politica Estera né l’Ambasciatore hanno ricevuto notifica” della decisione, si leggeva nella missiva. Contestualmente alla nomina del successore di O’Sullivan, Stavros Lambrinidis, lo status venne ripristinato. Attualmente O’Sullivan dirige il think tank Institute of International and European Affairs. Col nuovo incarico, si rapporterà direttamente con Mairead McGuinness, Commissaria ai Servizi Finanziari.

Un inviato speciale come garante del rispetto delle sanzioni

La mossa dell’Ue va nella direzione di centralizzare ulteriormente i controlli sul rispetto delle sanzioni, dotandosi in prospettiva di un nuovo strumento non dissimile a quello già sfruttato in altre legislazioni come quella statunitense. Non sarebbe la prima volta: negli anni passati, Bruxelles ha implementato il Regime Sanzionatorio sui Diritti Umani sulla falsariga del Magnitsky Act, legge che permette di sanzionare Stati, entità o persone accusate di non rispettare gli human rights. Ancora, negli Usa esiste già l’Office of Foreign Assets Control, agenzia del tesoro specializzata nel rafforzamento e nel controllo delle sanzioni imposte, con la Commissione che valuta una simile istituzione.

Come spiegato, tra i compiti di O’Sullivan, c'è quello di occuparsi del rispetto da parte di Stati terzi delle sanzioni imposte dall’Ue, col caso della Turchia al centro del dibattito. Infatti, sia gli Stati Uniti che l’Unione Europea fanno scudo comune, pressando Ankara affinché rafforzi il controllo dell’export su prodotti industriali o sulla difesa oggetto delle sanzioni. La Commissaria McGuinness è volata lo sorso ottobre in Turchia per chiedere che il settore privato si adegui alle direttive Ue, discorso valido anche per altre nazioni come la Serbia e gli Emirati Arabi Uniti.

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