Russia vs McDonald’s, la guerra fredda in un hamburger


Oltre le diplomazie, oltre le sanzioni inflitte o minacciate dagli Stati Uniti e dall’Europa, è stato il colosso americano degli hamburger a passare direttamente ai fatti nella crisi Ucraina.

Oltre le diplomazie, oltre le sanzioni inflitte o minacciate dagli Stati Uniti e dall’Europa, è stato il colosso americano degli hamburger a passare direttamente ai fatti nella crisi Ucraina.

 

Photo flickr - Sjors Provoost

Prima ancora che i leader occidentali si mettessero d’accordo su come affrontare l’annessione della Crimea, McDonald’s aveva già chiuso i suoi fast-food, lasciando gli abitanti della penisola a digiuno di Big Mac e McChicken. Il Cremlino ora vuole che la stessa sorte tocchi a tutti i McDonald’s di Russia, ma la Crimea c’entra poco.

RusBuger non ha perso tempo. McDonald’s aveva appena tirato giù le saracinesche che già la catena di burger 100% made in Russia aveva issato le proprie insegne al posto della grande “M” gialla. Nello stesso posto in cui, a Sebastopoli, gli abitanti della Crimea per anni hanno ordinato Big Mac e altre bombe caloriche americane, ora possono soddisfare il proprio appetito con gli altrettanto calorici ma sicuramente più patriottici “Burger dello zar”. Agli inizi di luglio, circa tre mesi dopo che il tricolore russo aveva cominciato a sventolare sulla penisola ucraina, un nuovo e non meno significativo cambio di simboli avveniva davanti agli occhi dei crimeani. Più decisionista del governo degli Stati Uniti, più veloce delle sanzioni individuali e più efficace delle contromosse dell’Unione europea, il colosso americano aveva chiuso i suoi fast-food in Crimea già ad aprile, dall’oggi al domani. Gli abitanti di Sebastopoli, Simferopoli e Jalta hanno visto il pacioso clown Ronald McDonald fare le valigie, e arrivare subito dopo un supereroe muscoloso con un hamburger in una mano e un peso nell’altra, la mascotte di RusBurger. Nell’antagonismo tra Big Mac e Zar Burger c’è qualcosa di più di una semplice concorrenza tra brand. Sono la Russia e l’Occidente che si confrontano.

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