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Elefanti a parte

Salve, a Noi sembra che l’India sia meno corrotta della Cina

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È uscita la nuova classifica della corruzione mondiale – almeno così ce la vende un sistema mediatico molto sbrigativo e frettoloso – e l’India per la prima volta fa meglio della Cina. Questo il taglio della notizia data qui nel subcontinente. Giubilo nel paese.

Il Times of India la mette giù così, senza mezze misure, dal titolo: “Per la prima volta dal 1996 l’India si posiziona come meno corrotta della Cina”, una valutazione fatta da Transparency International basandosi sulle opinioni di una serie di organizzazioni o think tank – che elencheremo più avanti.

In realtà l’indice si occupa della percezione che i suddetti think tank o organizzazioni hanno della corruzione nei vari paesi del mondo e quella indiana pare sia migliorata, come spiegano sia Transparency International sia il Times of India, grazie a una serie di fattori, questi:

Aumento della consapevolezza e dell’antipatia pubblica per la corruzione, sin dall’inizio della mobilitazione di Anna Hazare nel 2012. Ciò portò alla creazione della prima legge anticorruzione (Lokpal Bill). La reputazione indiana è stata in qualche modo ripulita anche dalla presentazione in parlamento di altri due disegni di legge anticorruzione […]. Il tema della corruzione è stato centrale nelle campagne elettorali delle ultime elezioni nazionali, snodo centrale della strategia del Bjp. Anche il governatorato di Delhi sotto Arvind Kejriwal (Aam Aadmi Party, ndr) durato poche settimane affondava le proprie radici su una piattaforma anticorruzione.

Al di là dell’hype e della poesia, a me pare che ci sia pochissima carne al fuoco, considerando che il movimento di Anna Hazare è stato un fall

imento, Aam Aadmi Party è stato un fallimento e trovo difficile valutare il Bjp di Narendra Modi più “pulito” delle precedenti amministrazioni. O meglio, ancora non ci sono dei dati concreti per sostenere questa tesi.

È interessante notare come analoghe iniziative portate avanti dalla Cina, in particolare la campagna anti-corruzione sostenuta fortemente da Xi Jinping, vengano percepite dagli opinionisti consultati da Transparency International come non “abbastanza genuine”, meri strumenti per far fuori oppositori politici (tipo Zhou Yongkang, fresca fresca di ieri notte), facendo perdere alla Repubblica popolare diverse posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno.

Io ci vedo sempre un po’ troppa parzialità in queste classifiche fatte da Noi che analizziamo Loro. Basta andare a vedere l’elenco delle fonti da dove hanno raccolto le opinioni:

African Development Bank Governance Ratings 2013
Bertelsmann Foundation Sustainable Governance Indicators 2014
Bertelsmann Foundation Transformation Index 2014
Economist Intelligence Unit Country Risk Ratings 2014
Freedom House Nations in Transit 2013
Global Insight Country Risk Ratings 2014
IMD World Competitiveness Yearbook 2014
Political and Economic Risk Consultancy Asian Intelligence 2014
Political Risk Services International Country Risk Guide 2014
World Bank – Country Policy and Institutional Assessment 2013
World Economic Forum Executive Opinion Survey (EOS) 2014
World Justice Project Rule of Law Index 2014

Non ce n’è nemmeno una non occidentale (l’African Development Bank ha come azionisti di maggioranza Gran Bretagna e Usa). Qualcosa vorrà pur dire.

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