Santa Muerte, angelo custode dei narcos


Uno “scheletro sposa” turba la Chiesa messicana.

Uno “scheletro sposa” turba la Chiesa messicana.

Gli occhi scuri di Doña Queta si illuminano di passione mentre sistema fiori e statuette sull’altare all’angolo della strada. Due donne si fanno il segno della croce, accendono una sigaretta e la collocano sull’altare con un gesto rituale, come se fosse una candela o una stecca d’incenso. Dietro al vetro, la Santa Muerte o Santa Morte, uno scheletro dalla lunga chioma nera vestito da sposa. Accanto a loro, un giovane tatuato soffia sullo scheletro una boccata di marijuana e lascia la sua birra in offerta.

La custode, Queta, in grembiule da casa celeste e pantofole, ha eretto l’altare dodici anni fa nel cuore di Tepito, uno dei quartieri più duri e pericolosi di Città del Messico, enorme mercato di cose rubate dove trovano rifugio le gang criminali. Qui, devoti alla Santa – anche soprannominata Niña Blanca (Bimba Bianca) o La Flaquita (La Magra o Scrocchiazeppi) – crescono di giorno in giorno.

Narcotrafficanti, rapitori, detenuti, gay e prostitute; sono loro, soprattutto i poveri o chi vive ai margini della società, che invocano la protezione della Morte. Temendola e vedendo il suo spettro ogni giorno, preferiscono farsela amica con quello che possono: qualche moneta, frutta, tequila o sigarette. E in cambio chiedono favori. La Santa infatti non solo protegge dalla morte e cura i malati, ma assicura prosperità e intercede perfino per amore, assumendo il ruolo di Doctora de Amor.

Uno scheletro femminile era già, prima dell’arrivo dei conquistadores, una divinità azteca, Mictecacihuatl, che vegliava sulle ossa dei defunti. Le prime parvenze cristiane di una santa-scheletro risalgono al 1793, quando l’Inquisizione spagnola ordinò la distruzione di due templi a lei dedicati. Poi lo scheletro della Morte sparisce per più di un secolo per tornare alla luce solo negli anni Quaranta, quando gli antropologi si accorsero che alcune donne la invocavano per recuperare l’uomo che le aveva tradite.

I “miracoli” amorosi sono ancora oggi tra le richieste più comuni alla Santa. Ma ora sono i cartelli della droga che sembrano averla eletta angelo custode. “Il culto della Santa Muerte è il movimento religioso dalla crescita più rapida in tutta l’America Latina” dice Andrew Chesnut, professore di Studi cattolici alla Virginia Commonwealth University e autore del libro Devoted to Death: Santa Muerte, The Skeleton Saint.

Si dice che questa “folk religion” abbia attratto circa 10 milioni di credenti tra Messico, Centro America e Stati Uniti, e che il suo successo risponda a una nuova “domanda” spirituale tra i giovani e gli strati underground della società che la Chiesa non riesce a raggiungere.

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