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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Scattano i dazi Usa contro l’Europa

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Nonostante la crisi coronavirus abbia messo in ginocchio il comparto aereo, Washington fa partire le misure sul consorzio europeo Airbus, in seguito al pronunciamento Wto del 2019

Un Airbus A321 sta per essere assemblato nell’hangar della catena di montaggio finale presso l’Airbus US Manufacturing Facility in Mobile, Alabama. EUTERS/Michael Spooneybarger

È notte fonda per il mercato aeronautico. Dopo lo stop ai voli deciso dai vari organismi nazionali e internazionali per far fronte all’emergenza coronavirus, arriva una nuova mazzata che, stavolta, colpisce direttamente il consorzio europeo Airbus. Dopo il pronunciamento dello scorso anno di un panel dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, che ha stabilito la concorrenza sleale subita dalla statunitense Boeing grazie agli aiuti di Stato all’Airbus, gli Usa possono rivalersi sull’Unione europea per una cifra pari a 7.5 miliardi di dollari in nuovi dazi.

E Washington parte proprio col consorzio europeo: dalle ore 12 di ieri, le tariffe sugli aerei Airbus prodotti in Europa salgono dal 10 al 15%. La misura era stata preannunciata a febbraio 2020, in un clima del tutto diverso da quello che ora vive l’intera comunità internazionale. Il portavoce dell’azienda europea, Clay McConnell, ha chiesto al Governo degli Stati Uniti di lavorare insieme all’Ue per trovare una soluzione. “L’evoluzione del Covid-19 a pandemia globale e il suo impatto sull’industria aeronautica rafforza il bisogno di mettere da parte questa vecchia diatriba per trovare una soluzione sostenibile per l’intero settore”, ha sottolineato McConnell.

Eppure, all’annuncio delle misure contro l’Europa, l’USTR, l’Ufficio di Rappresentanza per il Commercio, che fa capo direttamente alla Casa Bianca, si è mostrato ottimista sulla positiva risoluzione della situazione. “Gli Stati Uniti” — si legge in una nota del mese scorso — “rimangono aperti alla negoziazione di un accordo che possa indirizzare gli attuali e futuri sussidi ad Airbus da parte dell’Ue”. Il Commissario Europeo al Commercio, Phil Hogan, spiegò addirittura che “i 30 giorni di sospensione delle tariffe sui prodotti Airbus lasciano spazio per raggiungere un accordo nel breve periodo”. Ma l’accordo non è arrivato, con le diplomazie ora intente a fronteggiare il coronavirus, nemico comune a tutti.

Il portavoce Airbus McConnell ha sottolineato che l’azienda non avrà ripercussioni sulla produzione nello stabilimento in Alabama, dove sono in produzione 6 modelli A320 al mese. Mentre, da quanto si apprende, l’aumento delle tariffe impatterebbe principalmente proprio sui vettori statunitensi e sui viaggiatori. Delta, American Airlines, Bluejet Airways così come le low cost JetBlue e Spirit hanno fin da subito avvertito il Governo Usa che l’aumento delle tariffe avrebbe colpito il settore aereo degli Stati Uniti. Il messaggio, infatti, è chiaro: con i dazi, i costi aumenteranno per tutti.

 

@melonimatteo

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