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Scontro nel Pacifico, una settimana dopo


Flotte aeree cinesi starebbero presidiando la zona di identificazione di difesa aerea stabilita da Pechino una settimana fa, mentre la Cina avrebbe notificato anche ai voli commerciali statunitensi di avvisare in caso di percorrenza della zona istituita da Pechino. Rimane dunque tesa la situazione nel mar cinese orientale e nel pacifico, a seguito della decisione di Pechino di istituire una zona di difesa aerea nei pressi delle isole contese con il Giappone. La novità di giornata è la decisione americana di avvisare, rispettando la richiesta cinese, in caso di voli commerciali.

Flotte aeree cinesi starebbero presidiando la zona di identificazione di difesa aerea stabilita da Pechino una settimana fa, mentre la Cina avrebbe notificato anche ai voli commerciali statunitensi di avvisare in caso di percorrenza della zona istituita da Pechino. Rimane dunque tesa la situazione nel mar cinese orientale e nel pacifico, a seguito della decisione di Pechino di istituire una zona di difesa aerea nei pressi delle isole contese con il Giappone. La novità di giornata è la decisione americana di avvisare, rispettando la richiesta cinese, in caso di voli commerciali.

 

Dopo i bombardieri americani B52 è toccato a flotte aeree giapponesi e sudcoreani sfidare Pechino e percorrere la zona su cui la Cina ha rivendicato la sovranità. La mossa cinese, la cui area combacia con la la zona di difesa giapponese istituita nel 1969, è soprattutto una risposta alla presenza americana nel Pacifico: attraverso le sue basi militari e accordi commerciali con i paesi dell’area, da tempo Obama ha lanciato la strategia di accerchiamento proprio della Cina in Asia.

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