Adiós por ahora, Argentina

Ho visto sei cose impossibili prima di fare colazione


Il Cerro Torre è una montagna leggendaria. Un mostro sacro della storia dell'alpinismo. Un torrione di pietra piantato nel Campo di Hielo Patagonico Sur. 3128 metri di roccia che puntano minacciosamente al cielo. Le sue pareti vengono definite impossibili, i venti che l'abitano assassini, le condizioni di scalata estreme. E' considerata una delle vette più inaccessibili del pianeta.
Negli anni cinquanta il Torre fu teatro di diversi tentativi di conquista, tutti fallimentari. Tristemente famosa è la salita del 1959 che vide protagonisti il trentino Cesare Maestri e il ghiacciatore austriaco Toni Egger. A una settimana dalla partenza Maestri fu ritrovato in stato confusionale e raccontò di aver raggiunto la vetta assieme a Egger, morto durante la discesa, in circostanze drammatiche, a causa di una valanga. Negli anni successivi le spedizioni che cercarono di ripetere il percorso di Egger e Maestri furono costrette a rinunciare all'impresa e diedero vita a forti polemiche; i resoconti dello scalatore trentino e le caratteristiche effettive delle pareti erano discrepanti e le tracce testimoni del primo, fortunato, passaggio sembravano sparite nel nulla, dimenticate dal granito, forse mangiate dal vento. Si cominciò a pensare che la spedizione del '59, in realtà, non avesse mai raggiunto la cima. Nel 1970 Maestri, irritato dalle polemiche, decise di riattaccare la montagna e tornò in Patagonia armato, questa volta, di un pesante trapano compressore giallo. Se gli alpinisti di tutto il mondo si limitarono a considerare l'azione di Maestri aggressiva, il Torre non tollerò l'offesa dei chiodi a pressione e blocco lo scalatore a pochi metri dalla cima. Durante la discesa Maestri, in segno di sfida, o forse di sfregio, lasciò il compressore appeso all'ultimo chiodo, a sessanta metri dalla vetta.
E' ormai chiaro a tutti; nelle storie che riguardano il Cerro Torre domina l'iperbole, abbondano gli eroi ed eccede la vanità umana.
Quando dopo tre ore di cammino arriviamo al lago Torre la montagna risulta invisibile. Come un mobile antico in una casa chiusa da anni è protetta da un lenzuolo di nuvole bianche. O forse è semplicemente scomparsa, stanca del mondo e degli uomini ha lasciato il suo posto al vuoto e al bianco delle nuvole ed ora si lascia solo immaginare.



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