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Adiós por ahora, Argentina
argentina

Ho visto sei cose impossibili prima di fare colazione

Quando si afferma di aver paura di volare, in genere, gli interlocutori più razionali si impegnano in convinte argomentazioni con cui cercano di persuadere chi li ascolta dell'irragionevolezza all'origine di qualsiasi grado di aerofobia. Questi ragionamenti tendono sempre a concludersi con lo stesso enunciato: statisticamente l'aereo è il mezzo di trasporto più sicuro al mondo.

Per quanto i miei timori non siano mai risultati eccessivi o invalidanti tutti i tentativi avanzati dai miei conoscenti per rendere serene le mie ore di volo sono sempre risultati sterili. Volare mi rende apprensiva, mi fa sudare le mani e aumentare il battito cardiaco. E' una questione con la quale, in un modo o nell'altro ho fatto pace; uccelli e aquiloni, assieme a un discreto numero di esseri umani, sono fatti per volare, io no.

Il volo che da San Carlos de Bariloche porta a El Calafate è turbolento e potrebbe essere classificato senza troppe esitazioni tra i viaggi che avrei preferito fare a pedi, senza scarpe, camminando sui chiodi. Per quasi tutta la durata della tratta l'aereo sussulta sopra un manto uniforme di nuvole che negano la possibilità di un panorama. Quando sono ormai sull'orlo di una tardiva conversione religiosa che mi dia, quanto meno, la possibilità di invocare l'intervento salvifico di un dio qualsiasi cominciamo, finalmente, a planare.

Inclinandosi da una parte e dall'altra come una rondine un po' brilla il velivolo attraversa lo strato di nuvole dando la possibilità ai passeggeri di affacciarsi sul territorio sottostante.

La rovesciata lontananza delle steppe australi è difficile da raccontare perché il vuoto ha poche parole. E' un oggetto di tempo complesso in cui domina l'assenza, l'esempio perfetto di un passato mai visto, l'inaspettata visione di un mondo ancora giovane e assente di vita. Guardandole dall'alto queste distese di solitudine monocroma danno l'impressione di essere così come appaiono da ere immemorabili, immuni allo scorrere del tempo e prive di limiti nella loro durata a venire. Una strada spacca a metà la pianura ma si ha comunque l'impressione che laggiù l'uomo non sia mai esistito o sia scomparso ormai da milioni di anni.

L'eternità protegge il suo mistero lasciandosi contemplare solo per pochi minuti, senza che io me ne sia accorta l'aereo ha già toccato terra.

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