Una pioggia di fondi sui nuovi sindaci


Ciò che accomuna i loro programmi si chiama Unione europea. Da Roma a Trieste, infatti, i neosindaci dovranno gestire una messe di risorse provenienti da Bruxelles per ammodernare le loro città

Francesco Anfossi Francesco Anfossi
Caporedattore di Famiglia Cristiana e responsabile web per lo stesso settimanale.

Ciò che accomuna i loro programmi si chiama Unione europea. Da Roma a Trieste, infatti, i neosindaci dovranno gestire una messe di risorse provenienti da Bruxelles per ammodernare le loro città

Al di là del dato politico (Roma e Torino conquistate da due sindaci del centrosinistra e Trieste da un rappresentante del centrodestra), il dato emerso dai ballottaggi per i sindaci di numerosi Comuni si chiama Europa.

Tutti i programmi politici dei candidati infatti hanno un’impostazione legata all’Unione europea, non solo perché le forze che strizzavano l’occhio al sovranismo, confermando la tendenza del primo turno, sono state arginate, ma soprattutto perché la grande sfida dei prossimi anni è gestire la pioggia di fondi in arrivo da Bruxelles per i Comuni. Lo ha detto senza mezzi termini Stefano Lo Russo, primo cittadino di Torino, annunciando pochi minuti dopo l’elezione che “i fondi europei ci consentono di guardare al futuro con ottimismo”. Ma anche Roberto Dipiazza, alla guida della città mitteleuropea di Trieste, ha come priorità il grande progetto di trasformazione del porto vecchio, proprio con i fondi del Pnrr.

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