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Siria: 12 anni dopo, il nemico resta Assad


Due settimane di proteste nel sud della Siria, sempre più manifestanti chiedono la rimozione del presidente Bashar al-Assad. Si calcola che il 90% dei Siriani viva sotto la soglia di povertà.

Non si placano, per la seconda settimana di seguito, le proteste in Siria. Sono migliaia i siriani che quotidianamente scendono in strada a Sweida, nel sud-ovest del Paese, per manifestare contro il governo.

La folla sventola la bandiera drusa (Sweida è infatti una area popolata in gran parte dalla minoranza drusa) mentre vengono incendiate foto del presidente Bashar al-Assad. Ad un certo punto, i manifestanti hanno poi anche fatto irruzione negli uffici appartenenti al partito Baath (il partito di Assad), cacciando via i membri del partito che erano dentro. Hanno poi sigillato le porte e scritto slogan antigovernativi sui muri.

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