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LA NOTIZIA DEL GIORNO

Somalia: attentati a Mogadiscio e Baidoa

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Somalia: due esplosioni hanno scosso la capitale Mogadiscio e Baidoa. I dettagli sono ancora scarsi, ma si crede che siano responsabili i jihadisti di al-Shabaab

Somalia: due esplosioni hanno scosso Mogadiscio e Baidoa. I poliziotti somali si fermano sulla scena dopo un'esplosione fuori dal porto di Mogadiscio, Somalia, 4 luglio 2020. REUTERS/Feisal Omar

I poliziotti somali si fermano sulla scena dopo un’esplosione fuori dal porto di Mogadiscio, Somalia, 4 luglio 2020. REUTERS/Feisal Omar

Tra venerdì notte e sabato mattina ci sono stati degli attentati in due diverse città della Somalia. Nella capitale Mogadiscio, in una zona vicina al porto, è stata fatta esplodere un’autobomba; in un ristorante a Baidoa, circa 250 chilometri a nord, è stata invece fatta scoppiare una mina. I morti sarebbero in tutto quattro, stando ai dati diffusi per il momento dalle autorità somale.

Gli attentati non sono stati immediatamente rivendicati, ma si ritiene che la responsabilità vada ricondotta all’organizzazione jihadista al-Shabaab, legata ad al-Qaeda, che in passato ha già compiuto attacchi simili in Somalia e in Kenya, ad esempio. Di al-Shabaab si è discusso in Italia lo scorso maggio in relazione alla liberazione di Silvia Romano, tenuta in ostaggio dal gruppo.

Non sappiamo molto sui due attentati in Somalia dei giorni scorsi. Più spunti di riflessione offre invece un altro episodio di terrorismo suicida avvenuto circa una settimana prima – il 23 giugno – e rivendicato da al-Shabaab. L’attentatore si era fatto esplodere al di fuori della base militare turca a Mogadiscio intorno alle nove di mattina, mentre erano in corso i preparativi per l’addestramento dei soldati e l’arruolamento di nuove reclute.

L’obiettivo della base turca è duplice. Da una parte, serve come centro di addestramento e riorganizzazione per le (deboli) forze armate somale, chiamate a contrastare al-Shabaab e a ristabilire l’autorità del Governo in tutto il Paese. Dall’altra parte, la base rappresenta per la Turchia un avamposto sull’Oceano Indiano dal quale proiettare la propria influenza nell’Africa orientale, con tutte le possibilità economiche che potrebbero derivarne.

Negli ultimi dieci anni Ankara è diventata il partner fondamentale per Mogadiscio: oltre ad addestrarne le truppe, in Somalia la Turchia ha inviato aiuti umanitari e compiuto investimenti, riservando un’attenzione particolare ai giacimenti petroliferi contenuti nelle acque somale.

L’appoggio garantito al Governo di Mogadiscio, scrive il New York Times, ha trasformato la Turchia (e i suoi cittadini) in uno dei bersagli principali di al-Shabaab. Il rafforzamento dell’esercito somalo – e, più in generale, delle capacità del Governo di promuovere benessere e sviluppo – è infatti contrario agli interessi del gruppo islamista, che punta a imporre un proprio codice di leggi, la sharia, nei territori sottratti al controllo statale.

@marcodellaguzzo

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