Spose bambine in Iraq, le nostre figlie non sono in vendita


La turbolenza nel Paese ha dato nuova vita a un vizio antico.

La turbolenza nel Paese ha dato nuova vita a un vizio antico.

Le bambine spose in Iraq sono una tradizione. Dalla fondazione dello stato iracheno nel 1921, fino all’inizio degli anni Settanta, le ragazze non avevano voce in capitolo, era una questione di affari tra i genitori o i tutori, gestita in base a pratiche tribali. Le giovani donne venivano “cedute” a un’altra tribù come parte di una transazione, una pratica che in arabo si chiama Fasliah o “accordo”. La donna non poteva sperare di ottenere il divorzio in futuro né poteva vantare diritti nella sua nuova famiglia.

Il progresso ha cambiato qualcosa, e a metà degli anni Settanta venne approvata una legge che pose fine ai matrimoni tribali. Un passo avanti che durò solo fino all’avvento di Saddam Hussein che prontamente reintrodusse le tradizioni precedenti.

Questo contenuto è riservato agli abbonati

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €45

Abbonati per un anno alla versione digitale della rivista di geopolitica

Abbonati ora €20

- Advertisement -spot_img