In Mali il rinvio delle elezioni legislative inizialmente previste tra novembre e dicembre sta dividendo l’opinione pubblica. La Corte costituzionale ha evocato “cause di forza maggiore” legate principalmente alle difficoltà riscontrate nell’organizzazione del voto su tutto il territorio. La sicurezza nel nord e nel centro del Paese resta instabile a causa della presenza di gruppi jihadisti che continuano ad infestare la regione. Mali Actu sottolinea “l’ambivalenza” dimostrata dalla Corte costituzionale, che in un primo tempo aveva respinto la richiesta di rinvio presentata dal primo ministro, Soumeylou Boubeye Maiga, per poi tornare sui suoi passi. Mentre la maggioranza presidenziale e alcuni partiti di opposizione si sono mostrati favorevoli, una larga parte della società civile e del mondo politico ha protestato contro questa decisione.


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Ma la minaccia terroristica non preoccupa solamente il Mali. Durante una visita in Costa d’Avorio avvenuta la scorsa settimana, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, e quello ivoriano della Difesa, Hamed Bakayoko, hanno lanciato i lavori per la realizzazione dell’Accademia internazionale per la lotta al terrorismo a Jacqueville, nel sud del Paese. Il quotidiano ivoriano L’info spiega che l‘istituto riunirà tutti gli attori implicati nella lotta al terrorismo e, grazie a un partenariato con le forze militari francesi, potrà formare nuove figure specializzate nella lotta e, soprattuto, nella prevenzione di attentati di matrice jihadista.

Le Drian ha poi continuato il suo viaggio in Africa occidentale recandosi nel Burkina Faso, dove ha incontrato il presidente Roch Kabré. Il sito Burkina24 parla dei recenti attacchi terroristici che in queste ultime settimane hanno colpito il Paese nelle regioni ad est e a nord, infliggendo pesanti perdite all’esercito burkinabé. Le Drian ha confermato il sostegno militare della Francia a Ouagadougou, nell’attesa che entri in piena attività il G5 Sahel, il dispositivo militare congiunto tra Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso.

In Mauritania, intanto, ci si prepara al vertice sul Sahara occidentale organizzato dall’Onu per il 5 e 6 dicembre a Ginevra, al quale parteciperanno anche l’Algeria, il Marocco e il Polisario. L’obiettivo è quello di rilanciare il dialogo su una zona contesa ormai da decenni, con il Polisario che ne rivendica l’autonomia. Il portale Tahalil  specifica che Algeri e Nouakchott hanno annunciato al scorsa settimana la loro presenza all’incontro. L’agenzia Alakhbar, invece, nota come Mauritania e Algeria in questi ultimi mesi abbiano rafforzato le loro reazioni bilaterali, soprattutto nel campo commerciale.  

La scorsa settimana Dakar ha ospitato il quinto congresso della Francopol, un’organizzazione internazionale che unisce le polizie francofone di tutto il mondo. All’incontro hanno partecipato 160 rappresentanti di vari servizi di polizia insieme a figure istituzionali provenienti da una ventina di Paesi diversi. Il quotidiano Sud Online spiega che il vertice ha avuto l’obiettivo di condividere con le forze dell’ordine senegalesi informazioni e strategie riguardanti principalmente flussi migratori, cybercriminalità e rischi sociali.

Uno sguardo anche oltre i confini dell'Africa francofona, alle edicole della Liberia. Monrovia  cerca di combattere il fenomeno della stregoneria con un progetto di legge che verrà discusso all’inizio del prossimo anno nell’Assemblea nazionale. Secondo il deputato Larry Younquoi, relatore del testo, le attività legate alla “magia nera” rappresentano un freno allo sviluppo del Paese. Press Afrik  afferma che sarà necessario convincere gli altri deputati per riuscire ad avere l‘appoggio necessario a far passare il testo. 

@DaniloCeccarell