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Usa: controlli serrati all’esportazione di tecnologia in Cina e in Russia


Le restrizioni americane contro i paesi ostili sono considerate necessarie alla sicurezza nazionale e possono essere una nuova risorsa strategica per imporre costi agli avversari e bloccare le loro capacità

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Le restrizioni americane contro i paesi ostili sono considerate necessarie alla sicurezza nazionale e possono essere una nuova risorsa strategica per imporre costi agli avversari e bloccare le loro capacità

Stando a un rapporto del think tank americano CSIS, redatto da Gregory Allen, Emily Benson e William Reinsch, le restrizioni imposte dagli Stati Uniti alla vendita di tecnologie americane a governi ostili sono necessarie per limitare le minacce poste da Cina e Russia. Secondo gli autori, i controlli alle esportazioni svolgono un ruolo importante nel tutelare la sicurezza nazionale americana. Ad esempio, se Washington permettesse a Pechino di utilizzare software e macchinari americani per sviluppare e fabbricare microchip avanzati (al momento non ha le capacità per farlo da sé, e dipende dagli acquisti dall’estero), la Repubblica popolare potrebbe arrivare a dotarsi di missili e laser sofisticatissimi, che potrebbe utilizzare per minacciare gli Stati Uniti.

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