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Storia e Fukushima: le lezioni che il Giappone può imparare dalla Germania


Gli ultimi giorni sono stati densi di ottimi consigli per il primo ministro giapponese Shinzo Abe. È un periodo di scadenze per il primo ministro giapponese, tra il quarto anniversario da Fukushima (caduto proprio l'11 marzo scorso) e l'impegno nello stilare un discorso molto atteso – soprattutto a Pechino e Seul – in occasione del 70esimo anniversario della resa giapponese e della fine della Seconda guerra mondiale.

Gli ultimi giorni sono stati densi di ottimi consigli per il primo ministro giapponese Shinzo Abe. È un periodo di scadenze per il primo ministro giapponese, tra il quarto anniversario da Fukushima (caduto proprio l’11 marzo scorso) e l’impegno nello stilare un discorso molto atteso – soprattutto a Pechino e Seul – in occasione del 70esimo anniversario della resa giapponese e della fine della Seconda guerra mondiale.

Il modello a cui guardare è uno: la Germania. A dirlo non due persone qualsiasi, ma Kenzaburō Ōe, scrittore premio Nobel nel 1994 e figura di spicco del rigenerato movimento anti-nuclearista giapponese, e la stessa cancelliera Angela Merkel.

In occasione del giorno di commemorazione del grande disastro del Nordest del Giappone, l’autore di “Insegnaci a superare la nostra pazzia”, parlando con l’Associated Press ha invitato il suo paese a seguire l’esempio della Germania che, per volere del governo guidato da Angela Merkel, abbandonerà l’energia nucleare entro il 2022. Poche ore prima era stata proprio la Merkel, in visita di due giorni nel Paese-arcipelago, per stringere accordi di cooperazione economica e commerciale, senza risparmiare qualche “bacchettata” alla sua controparte nipponica, a ricordarlo.

Nel frangente, però, il primo ministro Shinzō Abe aveva riaffermato l’importanza dell’atomo per il Giappone. Entro giugno di quest’anno sarà riacceso almeno un reattore della centrale di Satsuma-sendai nella regione del Kyūshū, a sud dell’arcipelago. “I politici giapponesi – ha detto Ōe – non stanno provando a cambiare la situazione ma semplicemente a mantenere lo status quo, anche dopo l’enorme incidente nucleare”. Un incidente che ha costretto centinaia di migliaia di persone ad abbandonare le proprie case e devastato una regione dal punto di vista ambientale.

Appena il giorno prima della pubblicazione dell’intervista a Ōe, Merkel aveva parlato alla redazione dello Asahi Shimbun, uno dei maggiori quotidiani giapponesi. Senza alzare troppo la voce, la cancelliera tedesca ha invitato il primo ministro giapponese a riflettere “francamente” sul passato militarista del Sol Levante. E qui si pongono due interrogativi.

Perché ora e perché proprio all’Asahi?

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