Svezia, è crisi di Governo dopo un voto storico


Il Parlamento appoggia per la prima volta la mozione di sfiducia per il Primo Ministro: elezioni anticipate?

Matteo Meloni Matteo Meloni
Giornalista, è membro del comitato editoriale di eastwest. Si occupa di geopolitica di Medio Oriente e Nord Africa, Stati Uniti, rapporti tra Paesi Nato, di organizzazioni internazionali. Già Addetto Stampa al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha lavorato come Digital Communication Adviser alla Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York.

Il Parlamento appoggia per la prima volta la mozione di sfiducia per il Primo Ministro: elezioni anticipate?

La Svezia si ritrova non troppo inaspettatamente in una crisi politica dalla difficile soluzione, con il Primo Ministro Stefan Löfven che dovrà decidere in una settimana se dimettersi, indire nuove elezioni o tentare la formazione di un esecutivo rimaneggiato. Il voto di sfiducia arrivato nelle scorse ore ha una portata storica, perché non era mai successo che i membri del Parlamento, il Riksdag, riuscissero a defenestrare il capo del Governo. Ma in questo caso pesano alcuni sconvolgimenti politici che lasciano intendere ulteriori difficoltà nelle prossime settimane.

Sinistra e destra contro Löfven

Tutto nasce dalla proposta di rimozione del tetto degli affitti per le nuove case, appoggiata da due alleati chiave, il Partito di centro e i Liberali, del Governo di coalizione — composto anche da Social-democratici e Verdi — di Löfven. Questa infatti era una delle condizioni principali affinché l’esecutivo potesse proseguire il suo cammino. A quel punto, la formazione di estrema destra, chiamata Democratici svedesi, ha proposto una mozione di sfiducia, appoggiata non solo dagli altri partiti dell’opposizione, il Partito moderato e i Cristiano-democratici, ma anche dalla sinistra, fuori dal Governo al quale dava un appoggio esterno: Löfven ha così perso la fiducia parlamentare con 181 voti contro 109.

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