Svezia: onda rossa (con ombre nere)


La vittoria socialdemocratica alle elezioni politiche di domenica scorsa in Svezia ha un autore, Stefan Löfven, il quale in poco a più di due anni ha ribaltato il nuovo corso pro-mercato del suo partito e lo ha riportato ad essere il gruppo di maggioranza: l’impresa è riuscita grazie a pragmatismo e decisione nei temi attinenti ai diritti dei lavoratori.

La vittoria socialdemocratica alle elezioni politiche di domenica scorsa in Svezia ha un autore, Stefan Löfven, il quale in poco a più di due anni ha ribaltato il nuovo corso pro-mercato del suo partito e lo ha riportato ad essere il gruppo di maggioranza: l’impresa è riuscita grazie a pragmatismo e decisione nei temi attinenti ai diritti dei lavoratori.

 

Photo Aldo Ciummo

Spicca l’affinità tra la tendenza di sinistra rappresentata da questo politico nato a Stoccolma nel 1957 e la sua biografia: è stato capo del sindacato dei metalmeccanici e poi, dal 2012, leader del Partito Socialdemocratico svedese, in cui non aveva mai ricoperto incarichi di vertice o pubblici.

Quando aveva soltanto diciotto anni Stefan Löfven ha iniziato a lavorare come saldatore a Örnsköldsvik: domenica scorsa invece ha rimesso al centro della politica svedese i Socialdemocratici, con oltre il trenta per cento dei voti, determinanti in una alleanza comprendente i Verdi (quasi al sette per cento) e l’estrema sinistra (sei per cento). L’iniziativa Femminista ha raccolto il tre per cento, un dato comunque significativo riguardo l’attenzione ai temi di genere, tanto più in un paese all’avanguardia nei temi della parità di diritti.

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