Swiss leaks in India: i nomi nella lista dei (potenziali) evasori


Diversi giornali e magazine nel mondo stamattina hanno pubblicato una parte dell'inchiesta Swiss leaks, un elenco di migliaia di correntisti internazionali che hanno un conto in banca nel paradiso fiscale svizzero prezzo filiali di HSBC. Di questi, quasi 1200 sono indiani, e ci sono anche nomi di peso di India Inc.

Diversi giornali e magazine nel mondo stamattina hanno pubblicato una parte dell’inchiesta Swiss leaks, un elenco di migliaia di correntisti internazionali che hanno un conto in banca nel paradiso fiscale svizzero prezzo filiali di HSBC. Di questi, quasi 1200 sono indiani, e ci sono anche nomi di peso di India Inc.

 

swiss leaks

 

L’inchiesta è stata pubblicata in esclusiva indiana da The Indian Express, la testata del subcontinente che ha collaborato da mesi con l’International Consortium of Investigative Journalists (Icij) e col quotidiano francese Le Monde, che per primo ha avuto accesso ad un elenco di nomi divulgato da Hervé Falciani, il whistleblower francese che ha scoperchiato il caso HSBC.

 

Secondo The Indian Express, i caveau delle filiali di HSBC in Svizzera contengono denaro riconducibile a 1195 indiani – in varie sfumature di indianità a livello fiscale, da cittadini indiani a Non Resident Indians (Nri), fino a Person of Indian Origins (Pio) – tra cui spiccano alcuni nomi molto noti. Due su tutti: Anil e Mukesh Ambani, fratelli che controllano l’impero della multinazionale Reliance e tra gli uomini più ricchi del paese.

 

La questione dei miliardari evasori fiscali qui in India è parecchio seguita, in particolare per le possibili implicazioni politiche che potrebbe avere rendere pubblici i nomi di chi, secondo le autorità, avrebbe eluso il fisco locale. Le stime, aggiornate a questa mattina, parlano di almeno 4,1 miliardi di dollari “indiani” depositati in Svizzera e, quindi, potenzialmente esentasse.

 

Il “potenzialmente” è d’obbligo. Non è detto infatti che tutti i nomi presenti nella lista non abbiano provveduto a dichiarare quei fondi alle autorità indiane, che nel frattempo sono riuscite a far pagare le tasse corrispettive per 3,150 crore di rupie (pari a poco più di 510 milioni di dollari).

 

Nella giornata di oggi il ministro delle Finanze indiano Arun Jaitley – Bjp, uno degli uomini di cui il premier Narendra Modi si fida di più – si è affrettato a spiegare che verranno presi provvedimenti solo quando ci saranno prove significative di evasione fiscale ai danni di qualunque indiano si trovi nella lista Falciani. Le autorità locali allargheranno quindi le indagini, che al momento interessano 60 persone individuate in una prima tranche di nomi già divulgati qualche mese fa.

 

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