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Taccuino da Bruxelles

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Orizzonte Ricerca – Puntare sulla ricerca come mezzo per creare veloci posti di lavoro può funzionare nell’immediato, avvisano gli scienziati, ma a lungo termine è destinato a fallire.

La fucina dell’innovazione scientifica è la ricerca pura, che spinge i confini della conoscenza oltre il prevedibile. Molti giovani scienziati aspirano a questo tipo di lavoro pionieristico e il Consiglio europeo della Ricerca ha assegnato quasi mezzo miliardo di euro a 328 scienziati d’eccellenza affinché realizzino i propri sogni.

Quasi tutti giovani con un’età media di 35 anni, un terzo donne. Molti sono rientrati da una promettente carriera all’estero per usufruire dei fondi, altri sono giunti in Europa appositamente per fare ricerca.

Solo il 10% dei candidati ce l’ha fatta. I fondi – fino a 2 milioni di euro per un massimo di 5 anni – gli permetteranno di costruire i propri team di ricerca, ingaggiare oltre 1.400 assegnisti e dottorandi e creare così la nuova generazione di ricercatori eccellenti. I progetti spaziano dal funzionamento della cognizione umana all’uso delle nanoparticelle contro l’asma, dalle scelte rischiose nel comportamento economico all’incontro tra social media, partecipazione politica e responsabilità, fino alle radici della corruzione dal punto di vista dell’etica comportamentale. 

Tra i temi più insoliti: moonshine e teoria delle stringhe; medicina, immortalità e yoga; indagine fisica e forense delle esplosioni delle stelle di neutroni; superfluidità e ferromagnetismo di fermioni con masse ineguali con interazioni risonanti a due e tre corpi; ingegneria fotonica quantistica. Questa è la prima mandata di borse finanziate da Horizon, il nuovo programma europeo per il finanziamento della ricerca e il fondo più grande al mondo nel suo genere. Una seconda è prevista l’anno prossimo. 

 

Credit cards regulation – Il torbido mondo delle carte di credito e debito subisce una scossa a causa di nuove direttive che obbligano le banche a ridurre le commissioni di un buon 80%. In s

eguito a continue pressioni e attività di lobbying esercitate dalle banche e altre emittenti – MasterCard e Visa in primis – l’Europarlamento e gli Stati membri sono finalmente giunti a un accordo sulle nuove norme. Buone notizie per consumatori e imprese, dato che i servizi di pagamento costano 130 miliardi di euro l’anno, pari all’1% del Pil dell’Ue, stando a un’inchiesta della Commissione europea. Quasi tutti i correntisti dell’Ue possiedono una carta di debito e il 40% anche una carta di credito. Le banche e le emittenti hanno goduto di un monopolio virtuale sul settore, addebitando commissioni diverse ai diversi retailers nei diversi paesi.

Il sistema è complesso: la banca dell’utente addebita alla banca dell’esercente le cosiddette commissioni interbancarie. Queste variano da carta a carta e spesso le banche offrono incentivi per spingere i clienti a usare carte con commissioni più elevate, facendo salire i costi a carico dell’esercente.

Le associazioni dei consumatori hanno segnalato che questi costi si traducono in un rincaro dei prezzi di beni e servizi sia per chi paga con carta che con contante. Le banche e i prestatori di servizi di pagamento controbattono che per fornire adeguati livelli di standardizzazione, interoperabilità e sicurezza, devono investire in infrastrutture e innovazione tecnologica che sfociano in nuovi prodotti a vantaggio del cliente. Per questo si oppongono a queste soglie, sostenendo che le commissioni servono per coprire i costi di questi investimenti infrastrutturali.

Chi chiedeva un tetto per queste commissioni interbancarie ha potuto gioire lo scorso settembre, quando la Corte di giustizia europea le ha dichiarate illegittime perché contrarie alle norme antitrust dell’Ue. Le norme appena introdotte limitano le commissioni, che in passato hanno raggiunto l’1,5%, allo 0,2% o 5 centesimi per le carte di debito e al 0,3% per le carte di credito.

 

Attenti al download – Le applicazioni freemium sono una fonte di guadagno sempre più proficua per gli autori di giochi, notizie e App in generale.

Il download iniziale o un numero limitato di articoli sono gratuiti, ma per accedere a ulteriori contenuti o avanzare in un gioco si paga. Si tratta di microtransazioni di pochi centesimi che i fanatici di giochi popolari quali Angry Birds o Candy Crush Saga e i “drogati di notizie” sono ben disposti a pagare.

Il problema sorge quando a giocare i cosiddetti “free” games connessi alla carta di credito dei genitori sono i bambini, che finiscono per spendere cifre esorbitanti.

Le autorità delle nazioni europee per la tutela dei consumatori e la Commissione europea sono giunte a un accordo con gli attori principali, tra cui Apple e Google, che prevede la rimozione della parola “free” dalle App con componenti aggiuntive a pagamento e l’autorizzazione dei pagamenti tramite registrazione e password.

I giochi per bambini non potranno più chiedere ai piccoli di acquistare servizi aggiuntivi, o persuadere un adulto a farlo per loro. E finalmente verrà fornito un indirizzo a cui inviare richieste e reclami.

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