Taiwan membro Oms?


Costituirebbe uno strappo insanabile con Pechino, ma restituirebbe grande prestigio a un’appannata organizzazione

Giuseppe Scognamiglio Giuseppe Scognamiglio
Giuseppe Scognamiglio, nato a Napoli il 16 luglio 1963. Diplomatico, Manager, Giornalista, Professore. Direttore della rivista eastwest

Costituirebbe uno strappo insanabile con Pechino, ma restituirebbe grande prestigio a un’appannata organizzazione

Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver triplicato il numero di dosi di vaccini per Taiwan. “La nostra donazione di 2,5 milioni di dosi di vaccino è in arrivo”, ha scritto sabato scorso il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price in un tweet. Formosa è il Paese che durante la prima fase dell’epidemia, lo scorso anno, ha gestito meglio di chiunque altro la diffusione del Covid-19. Grazie a un attento tracciamento dei focolai e a un’organizzazione puntuale degli spazi pubblici e privati, il Governo di Taipei è riuscito persino a evitare un vero e proprio lockdown, lasciando aperte quasi tutte le attività (inclusi i ristoranti!)

A metà maggio però i contagi sono iniziati a salire e hanno trovato il Paese impreparato davanti alla diffusione della variante Delta. Mentre il Governo focalizzava la sua strategia su due vaccini sviluppati in casa dalla United Biomedical Inc. e dalla Medigen Vaccine Biologics Corp, ancora in fase di sperimentazione, i contagi si sono moltiplicati, lasciando la popolazione scoperta e senza un vero piano vaccinale.

Da qui la corsa all’acquisto di vaccini esteri e la richiesta di aiuto. I primi soccorsi sono arrivati dal Giappone, che all’inizio di giugno ha inviato a Taipei 1,24 milioni di dosi di AstraZeneca. Un aiuto è arrivato anche dallo strumento Covax dell’Organizzazione mondiale della sanità. Washington, che all’inizio era stata tiepida, annunciando la donazione di 750.000 dosi, ci ha ripensato e ha triplicato l’offerta.

La battaglia per l’Oms

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