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Taiwan al centro della telefonata tra Biden e Xi


Per il Partito comunista la visita di Nancy Pelosi a Taiwan rappresenterebbe una dimostrazione del riconoscimento americano dell’indipendenza dell'isola e dunque una violazione del principio dell’Unica Cina

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Per il Partito comunista la visita di Nancy Pelosi a Taiwan rappresenterebbe una dimostrazione del riconoscimento americano dell’indipendenza dell’isola e dunque una violazione del principio dell’Unica Cina

Due ore e diciassette minuti. È durata anche più della precedente, lo scorso marzo, già considerata lunga. La (quinta) telefonata di ieri pomeriggio tra i presidenti di Stati Uniti e Cina, Joe Biden e Xi Jinping, è ruotata attorno a un grosso tema: la possibile visita della speaker della Camera americana, Nancy Pelosi, a Taiwan. È l’isola che la Cina non considera un Paese a sé stante ma una provincia del suo territorio da portare sotto il proprio controllo: il Partito comunista utilizza il verbo “riunificare”, pur non avendola mai governata.

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