EN

eastwest challenge banner leaderboard

LA NOTIZIA DEL GIORNO

Taiwan-Usa: l’asse geopolitico contro Pechino

Indietro    Avanti

Taiwan e Stati Uniti stanno portando avanti progetti infrastrutturali ed energetici in Asia e America Latina come alternativa alla Nuova via della seta

Le bandiere di Taiwan e degli Stati Uniti. REUTERS/Stephen Lam

Il Ministro delle Finanze taiwanese, Su Jain-rong, ha detto che Stati Uniti e Taiwan stanno portando avanti un piano per il finanziamento di progetti infrastrutturali ed energetici in Asia e in America Latina.

L’obiettivo è quello di offrire un’alternativa alla Belt and Road Initiative (o Nuova via della seta), il grande piano di infrastrutture cinese che è anche una piattaforma per l’espansione geopolitica di Pechino nel mondo.

Da dove arriva il piano America-Taiwan

Il piano di Washington e Taipei è stato firmato e rivelato lo scorso settembre. Il Ministro Su lo aveva presentato come un “nuovo modello per approfondire i legami” tra i due Paesi e rappresenta, oltre che un tentativo di opposizione alla Nuova via della seta, anche una possibilità per Taiwan per affermare la propria presenza internazionale. L’isola infatti soffre l’isolamento portato avanti dalla Cina, che non la riconosce come uno Stato indipendente ma come una provincia del suo territorio. Attualmente Taiwan – il cui nome ufficiale è Repubblica di Cina – possiede rapporti diplomatici con appena 15 Paesi (incluso il Vaticano); nemmeno gli Stati Uniti la riconoscono formalmente, nonostante ne siano importanti alleati.

Durante l’amministrazione Trump, Washington ha rafforzato ed evidenziato molto i rapporti con Taipei – militari ma non solo: si pensi ai semiconduttori o al possibile accordo commerciale di libero scambio –, mettendo l’isola, forse suo malgrado, al centro dello scontro con Pechino. Dal punto di vista sostanziale, la competizione tra Stati Uniti e Cina proseguirà anche con il Presidente eletto Joe Biden, che quindi difficilmente abbandonerà Taiwan; cambieranno però quasi sicuramente i toni, che si faranno meno aggressivi e meno tendenti alla polarizzazione.

Le differenze con la Via della seta

Il piano di Stati Uniti e Taiwan sulle infrastrutture – che non è un’alleanza formale – si differenzia dalla Nuova via della seta cinese per la provenienza dei finanziamenti. Mentre la Belt and Road Initiative “funziona” attraverso prestiti offerti da Pechino ai Governi stranieri e coinvolge le società statali cinesi, il piano Washington-Taipei punta al contrario sulla partecipazione del settore privato. Questo, secondo Su, lo renderebbe “molto trasparente”, dato che i finanziamenti verrebbero raccolti attraverso obbligazioni emesse sul mercato.

L’altra differenza con la Nuova via della seta è la portata. Secondo una stima del 2019 della Banca mondiale, i progetti legati all’iniziativa cinese realizzati o in costruzione valgono circa 575 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti, invece, prevedono di investire 75 miliardi entro il 2025 nei Paesi in via di sviluppo. La cifra peraltro non riguarda solo le aziende americane ma quelle di tutti i 17 Stati che hanno scelto di collaborare con la U.S. International Development Finance Corporation, l’agenzia governativa che funge da banca di sviluppo in partnership con il settore privato. Su non ha specificato a quanto ammonterà il contributo degli investitori taiwanesi.

Perché proprio Asia e America Latina

Su ha dichiarato che i primi progetti infrastrutturali legati al piano con gli Stati Uniti dovrebbero cominciare entro un anno o due, e si è detto convinto che la collaborazione proseguirà anche con il cambio di presidenza.

Il focus sarà sull’Asia e sull’America latina per due motivi. Il primo è che Taiwan ha già rapporti economici importanti con diverse nazioni del Sud-est asiatico come il Vietnam e la Thailandia. L’altra ragione è che 9 dei 15 Paesi rimasti a riconoscere Taipei si trovano in America Latina e nei Caraibi.

@marcodellaguzzo

Continua a leggere questo articolo e tutti gli altri contenuti di eastwest e eastwest.eu.

Abbonati per un anno a tutti i contenuti del sito e all'edizione cartacea + digitale della rivista di geopolitica a € 45.
Se desideri solo l’accesso al sito e l’abbonamento alla rivista digitale, il costo per un anno è € 20

Abbonati


Hai già un abbonamento PREMIUM oppure DIGITAL+WEB? Accedi al tuo account




GUALA