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Thailandia, lo stato d’emergenza non ferma le proteste


La Thailandia ha imposto lo stato d'emergenza nella capitale, con l'obiettivo di calmare le manifestazioni che vanno avanti da mesi. Ma i giovani sfidano il Governo e il re

Ieri in Thailandia le autorità hanno imposto lo stato di emergenza nella capitale Bangkok che vieta i raduni di più di quattro persone e la pubblicazione di notizie che possano “creare paura o distorcere intenzionalmente l’informazione”. È il secondo stato di emergenza in vigore nel Paese: mentre quello dello scorso marzo era legato al contenimento dei contagi da coronavirus, quello adottato ieri ha l’obiettivo di bloccare le manifestazioni anti-governative che vanno avanti da mesi.

Le forze di polizia hanno già arrestato una ventina di persone, tra cui tre leader delle proteste: Parit Chiwarak, Panusaya Sithijirawattanakul e l’avvocato Arnon Nampa. Sfidando il divieto, i manifestanti si sono comunque riversati nelle strade e hanno occupato pacificamente uno degli incroci più importanti di Bangkok.

Cosa chiedono i manifestanti

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