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Thailandia. In attesa delle elezioni previste alla fine del 2015, l’esercito aumenta i suoi poteri


Prima la legge marziale, poi dopo due giorni è arrivato il golpe militare. "Bisogna restaurare la pace e l'ordine pubblico", ha subito sostenuto il capo dell'esercito thailandese, il generale Prayuth Chan-Ocha, il 22 maggio scorso quando ha annunciato in diretta televisiva il colpo di Stato. Il diciannovesimo – tra riusciti e tentati - dal 1932, anno della nascita della monarchia costituzionale in Thailandia.

Prima la legge marziale, poi dopo due giorni è arrivato il golpe militare. “Bisogna restaurare la pace e l’ordine pubblico”, ha subito sostenuto il capo dell’esercito thailandese, il generale Prayuth Chan-Ocha, il 22 maggio scorso quando ha annunciato in diretta televisiva il colpo di Stato. Il diciannovesimo – tra riusciti e tentati – dal 1932, anno della nascita della monarchia costituzionale in Thailandia.

 

credits Fabio Polese

La crisi politica e gli scontri hanno provocato 28 morti e oltre 800 feriti.

Il colpo di Stato è arrivato dopo sei mesi di crisi politica e tensioni che hanno provocato 28 morti e oltre 800 feriti tra attentati dinamitardi e scontri a fuoco. I disordini nella capitale di quello che viene chiamato il “Paese dei sorrisi” erano iniziati nel novembre 2013, quando i manifestanti antigovernativi, guidati da Suthep Thaugsuban – sostenuto dalla borghesia, dagli ambienti vicino alla monarchia e dai vertici dell’esercito -, chiedevano le immediate dimissioni del governo di Yingluck Shinawatra – sorella di Thaksin Shinawatra, per anni primo ministro thailandese, ora in esilio – e la riforma del sistema politico.

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