Torino, Europa un modello, in anticipo sui tempi, di riconversione di una città manifatturiera dopo la crisi della grande industria


Torino da capitale d'Italia a capitale dell'auto: La città cambia, si modifica, evolve e poche come Torino sono state nei secoli capaci di rinnovarsi e di seguire il cambiamento senza perdere il senso di sé.

Torino da capitale d’Italia a capitale dell’auto: La città cambia, si modifica, evolve e poche come Torino sono state nei secoli capaci di rinnovarsi e di seguire il cambiamento senza perdere il senso di sé.

La prima capitale d’Italia, che basò la propria economia sulla presenza dell’esercito e dell’Amministrazione. E poi ancora, di fronte alla svolta epocale rappresentata dall’avvento della trasformazione industriale organizzata sulla produzione manifatturiera.

Torino da capitale dell’auto al cambiamento degli assetti produttivi: Dopo un secolo vissuto da capitale italiana dell’auto, Torino ha conosciuto un profondo cambiamento degli assetti produttivi e di quelli socio-economici, conseguente all’avvio dei processi di deindustrializzazione. Torino e la sua provincia hanno vissuto e vivono una fase di profonda trasformazione del proprio tessuto produttivo; un mutamento che rende necessario affrontare processi di riconversione dell’economia e degli stessi luoghi industriali.

Oggi Torino è ‘città plurale’ a più vocazioni: Questo ha portato Torino a diversificato le proprie vocazioni e, contemporaneamente, si è concentrata sui settori produttivi ad alto contenuto di conoscenza. Investire su produzioni con forti valori immateriali basati sulla ricerca e l’innovazione: questa è la strada che l’economia cittadina ha intrapreso per disegnare il proprio futuro.

CITTA’ INDUSTRIALE AD ALTO CONTENUTO DI TECNOLOGIA

Citta industriale ma ad alto contenuto di tecnologia – automotive e aerospaziale: L’automotive era e rimane – seppur in forma differente – un punto di forza dell’economia cittadina e regionale. Torino continuerà ad essere uno dei più importanti hub dell’auto del mondo, anche perché qui opera un ampio settore dell’indotto e della componentistica, che ha saputo riqualificarsi e diventare sempre più internazionale (Torino è la seconda area per esportazioni in Italia). La città, inoltre, è sede di un numero crescente di attività di ricerca, innovazione di grandi gruppi internazionali: non solo Fiat- Chrysler, ma anche General Motors (con il centro ingegneristico Powertrain che ha sede al al Politecnico) e Volkswagen (che ha spostato qui da Verona la direzione commerciale). La scelta del gruppo Gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles) di scommettere su prodotti di alta gamma, con investimenti su Maserati e il rilancio dell’Alfa Romeo consentirà all’indotto torinese di misurarsi su nuove sfide, con importanti opportunità sul mercato mondiale e per lo sviluppo di nuove tecnologie. E l’auto continuerà a essere un elemento fondamentale del sistema industriale della città.

Inoltre, la concentrazione di imprese, una ritrovata competitività e ambiti di eccellenza specifici come il design – che a Torino è protagonista non solo nel settore automobilistico con nomi come Bertone, Giugiaro, Pininfarina– o le ricerche sulle fonti d’energia alternativa come l’idrogeno, sono gli ingredienti di un rinnovato protagonismo sui mercati internazionali.

Il settore aerospaziale poi beneficia della compresenza in città di competenze differenziate che vanno dalla metallurgia all’elettronica e di grandi realtà come Alenia Space.

Queste sono solo alcune delle linee strategiche che porteranno le 228.000 imprese cittadine che esportano ogni anno beni per quasi € 16 mld (con un saldo positivo sull’import di 4 mld) a essere sempre più competitive in Europa e nel mondo: la sfida dell’internazionalizzazione è infatti il banco di prova della nuova economia torinese. Una sfida – quella dell’essere protagonisti in Europa – che si gioca tanto sul piano delle imprese quanto su quello delle istituzioni: hanno già sede a Torino, infatti, il Centro di Formazione dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, l’Istituto per la Ricerca sul Crimine e la Giustizia e lo Staff College delle Nazioni Unite e la European Training Foundation dell’Unione Europea.

Secondo i dati presentati presso l’Unione Industriale di Torino ad aprile 2014, l’export piemontese (non solo torinese) cresce più della media nazionale: nel 2013 l’incremento è stato del 4% circa e, a fronte della stagnazione registrata a livello nazionale, il Piemonte si è confermato la quarta regione italiana in termini di volumi esportati. Tra i settori a maggior potenziale export del tessuto imprenditoriale regionale, i mezzi di trasporto (che hanno chiuso il 2013 con +17,5%, su cui ha inciso il comparto automotive), l’agroalimentare (+5,3%, in cui spicca l’andamento del distretto dei vini) e la moda, in particolare nell’alto di gamma (+2,5%), trainati dalla domanda proveniente dai mercati europei non-Ue (con Russia e Turchia in testa), dall’Asia Orientale (Cina e Giappone) e dagli Stati Uniti. La meccanica strumentale, altra eccellenza del territorio, nel 2013 ha registrato un rallentamento legato prevalentemente all’area Euro pur mantenendo livelli elevati di export (8,4 miliardi di euro) e intercettando il maggior dinamismo dei mercati di Nord Africa (+6,6%) e America Latina (+14,7%).

CITTA’ DELLA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA

Torino, città della riqualificazione urbanistica e recupero dei siti industriali dismessi (Variante 200): ll cambiamento degli assetti produttivi, e di conseguenza di quelli economici, ha lasciato in eredità un patrimonio in attesa di una consistente azione di recupero e riqualificazione. La trasformazione urbana attraverso il progetto Variante 200 è un importante motore di sviluppo attraverso cui ridefinire le vocazioni della città. Non una semplice operazione immobiliare. A dimostrarlo, già oggi, il polo universitario progettato da Norman Foster, sorto sull’ex-area industriale Italgas; la previsione di un nuovo polo universitario specializzato in Scienze Motorie nell’area della Manifattura Tabacchi; un polo specializzato nell’ingegneria dell’auto a Mirafiori. Sono solo alcuni degli esempi che dimostrano come la rigenerazione urbana abbia interessato numerose aree industriali dismesse, consegnandole al contempo a nuove vocazioni, da quella universitaria a quella turistica.

CITTA’ A VOCAZIONE POLITECNICA-SCIENTIFICA E DELLA COLLABORAZIONE UNIVERSITÀ-PRIVATO

Torino città universitaria a vocazione politecnica e scientifica: Torino è sede di una delle migliori eccellenze accademiche italiane. Nel novembre 2013 la Commissione Europea ha conferito al Politecnico il logo “HR Excellence in Research”. Il Politecnico compare inoltre nei ranking internazionali e i risultati della ricerca nel VII Programma Quadro – programma di finanziamenti europei per il periodo 2007-2013 – sono molto positivi: l’Ateneo è stato partner in 287 progetti, con finanziamenti pari a € 63,4 mln. Numerosi i successi dell’Incubatore di impresa I3P, Incubatore Imprese Innovative Politecnico di Torino, primo incubatore italiano, quarto in Europa e undicesimo nel mondo (ranking Ubi Index – University Business Incubator) che dal 2000 ad oggi ha avviato 160 start up e supportato oltre 120 team imprenditoriali.

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