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Tra Italia e Francia è di nuovo luna di miele

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Una Parigi più fredda con Berlino guarda al Governo Draghi come una chance per l’Europa intera. Ma cosa si nasconde dietro questa ripresa delle relazioni italo-francesi?

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze francese Bruno Le Maire esce dall’Eliseo a Parigi, Francia, 27 gennaio 2021. REUTERS/Gonzalo Fuentes

È una rotta molto affollata quella che da qualche giorno collega con sempre maggiore frequenza Roma con Parigi. E non solo per la soluzione di dossier caldi che stanno seguendo il loro corso naturale come Euronext, Vivendi, Stellantis, Fincantieri Stx.

Ieri il Ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire era a Roma per incontrare i Ministri Franco e Giorgetti con all’ordine del giorno il rilancio della cooperazione nel settore dell’aerospazio, della difesa e dell’idrogeno. Pochi giorni prima erano a Roma il Ministro degli Esteri Jean Yves Le Drian e il sottosegretario agli Affari europei Clement Baune per discutere di rilancio europeo, sicurezza Mediterraneo e Libia. E sempre ieri a Parigi l’ammiraglio Matteo Bisceglia ha firmato il contratto per il programma Samp/t NG con il consorzio italo-francese Eurosam per una nuova generazione di sistemi di difesa aerea a medio raggio.

Insomma mai come in questi ultimi tempi sembra scoccata una nuova luna di miele con i cugini d’Oltralpe che sembra cancellare definitivamente incomprensioni e polemiche successive all’appoggio dei 5 Stelle ai gilet gialli francesi. Ma cosa si nasconde dietro a tutto questo attivismo nelle relazioni italo-francesi? C’è sicuramente l’attenzione al ruolo dell’Italia come Presidente di turno del G20, di organizzatore del Global Health Summit per il 21 maggio, il nostro ruolo nel G7 per un’armonizzazione del sistema fiscale ma anche la volontà di presentare a Bruxelles progetti congiunti sui piani di ripresa e resilienza. E poi, come dice il politologo francese Emmanuel Dupuy, le nuove criticità nel dialogo della Francia di Macron con la Germania stanno rilanciando le relazioni con Roma.

Sono un fatto gli attriti tedeschi che stanno frenando il progetto con i francesi del caccia del futuro Scaf aperto alle collaborazioni di Italia e Spagna. E non è un mistero che tra Parigi e Berlino non sono poche le divergenze recenti sul ruolo strategico dell’Europa e sui rapporti con la Russia e la Turchia. Per di più il successore alla guida del Cdu, Armin Laschet, al posto di Angela Merkel, non fa mistero di privilegiare l’atlantismo all’asse franco-tedesco.

Tutti elementi che secondo il politologo Dupuy favoriscono un avvicinamento di Parigi con Roma e, anzi, guardano al Governo Draghi come a una sorta di “laboratorio politico” in vista dei nuovi assetti politici che si vanno delineando alla vigilia di un rimescolamento delle carte a metà del mandato dell’Europarlamento. Macron guarda a cosa potrà accadere a Strasburgo, dove il premier ungherese Viktor Orbán è uscito dal Ppe per creare un nuovo gruppo con la Lega di Matteo Salvini e con i conservatori polacchi. Dall’altro lato le trasformazioni in senso europeista di 5 Stelle, e in parte della Lega, modificheranno forse gli equilibri tra grandi famiglie politiche europee. Si sta quindi rafforzando l’asse italo-francese per trainare la ripresa economica del continente e sul piano bilaterale per garantire all’Europa l’autonomia nell’accesso allo spazio.

Il Ministro francese Le Maire ha definito venerdì il Governo Draghi “una speranza e una grande chance per l’Europa”. Poi indica la necessità di accelerare la ripresa europea, che è per Le Maire la priorità “assoluta”. “Non è accettabile – dice il Ministro francese – che gli Stati Uniti rilancino l’economia e l’Europa sia invece frenata. L’Europa deve assolutamente accelerare”. Restano sullo sfondo alcuni temi chiave delle relazioni industriali italo-francesi. Sull’ingresso pubblico in Stellantis, Le Maire ha chiarito che “non abbiamo previsto nessun tipo di partecipazione pubblica dello Stato francese in Stellantis, che è un’impresa privata”.

Quanto all’ipotesi del controllo affidato a Tim (di cui la francese Vivendi è il principale azionista), il Ministro francese ha detto che “non c’è una politica contro qualcosa o qualcuno ma una politica per raggiungere un obiettivo”, che è quello della diffusione della fibra. “In Europa – ha sottolineato Le Maire – ci sono cose che sono andate avanti, per esempio la protezione dell’economia da parte della Bce, il debito comune che non era neanche pensabile due anni fa e il ritorno di una nuova ambizione industriale a livello europeo. Altre cose, invece, sono andate più a rilento, tra queste c’è l’armonizzazione fiscale e l’unione bancaria, che sono necessarie. Pertanto, su temi come questi bisognerebbe passare da un meccanismo come quello attuale che richiede l’unanimità a un sistema che preveda la maggioranza qualificata”.

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L'AUTORE

Gerardo Pelosi

Inviato de Il sole 24 ore dal 1990.
GUALA
AUTEC