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Trump, l’Italia e la nuova Guerra Fredda


Strategica la posizione geopolitica dell'Italia nella nuova contrapposizione tra Occidente e Impero Russo. Anche perché la Germania non ha sborsato il suo contributo a Trump...

Francesco Anfossi Francesco Anfossi

Donald Trump
Il presidente Donald Trump parla alle truppe americane nella base aereo-navale di Sigonella in Sicilia. REUTERS/Jonathan Ernst

La Germania non paga la retta e Trump sposta alcuni contingenti americani della Nato in Italia. Una mossa che rimanda alla storia dell’Antica Grecia e alla Lega Navale delio-attica, lo strumento con cui nel 478 avanti Cristo gli Ateniesi controllavano le città Stato alleate, imponendo che contribuissero con navi da guerra o denaro alla formazione della flotta necessaria a contrastare l’alleanza spartana. E poiché pochissime poleis si potevano permettere una flotta, queste dovevano versare ingenti contributi, rimanendo in balia della potenza ateniese. Non è un caso che Tucidide – la grande passione di Kissinger -  sia studiato nelle scuole di guerra americane e tenuto in considerazione dalle teste d’uovo del Pentagono.

Due millenni e mezzo dopo le cose non sono cambiate di molto. Il Presidente americano adopera la Nato per esercitare il suo vassallaggio. Dunque una parte del contingente americano di stanza in Germania ridispiegato si muoverà verso l’Italia: indiscrezioni del Wall Street Journal parlano di due battaglioni dell’esercito e una squadriglia di cacciabombardieri F-16. Le destinazioni più probabili sono Aviano, che diventa l’avamposto del nuovo fronte orientale, Sigonella per l’aviazione, Vicenza per l’esercito.

È la Guerra Fredda postmoderna, da una parte l’Occidente, dall’altro l’eterno Impero russo con le sue incrollabili logiche geopolitiche. Del resto da mesi droni Golobal hawk e ricognitori Poseidon decollano da Sigonella per spingersi verso la Crimea. I cacciabombardieri F-16 di Aviano sperimentano tattiche per usare missili Cruise capaci di arrivare fino in territorio russo. Tutto come ai tempi del conflitto silente basato sul nucleare ingaggiato tra Casa Bianca e Cremlino.

Non è un caso che tra gli altri Paesi destinatari delle truppe americane ci siano la Polonia e le Repubbliche baltiche: sia i Paesi Baltici che Varsavia avevano chiesto ripetutamente una presenza più robusta delle forze statunitensi per compensare la vicinanza con la Russia.

L’Italia rafforza così il suo ruolo primario per il futuro della Nato, unico alleato affidabile, a differenza degli stati cuscinetto dei Balcani, dalla Serbia alla Slovenia. Tanto è vero che le operazioni Nato sui Balcani, a cominciare dalla missione Kfor della Nato in Kosovo, composta dai contingenti di 27 nazioni, la più longeva con i suoi 21 anni di attività, dipendono dal nostro Paese. Il contingente internazionale infatti è affidato a un generale di divisione italiano, il triestino Michele Risi, uno degli ufficiali più brillanti del nostro esercito, con esperienze internazionali e studi negli Stati Uniti.

@f_anfossi

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