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La pagella di New York

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In salita l’accordo Usa -Uk, Trump amplia il travel ban e programma negoziati con la Russia sul nucleare

Britain’s Prime Minister Boris Johnson welcomes U.S. President Donald Trump at the NATO leaders summit in Watford, Britain December 4, 2019. REUTERS/Peter Nicholls/Pool – RC2COD9NX598

Strada in salita per l’accordo Usa-Uk

Nonostante il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump abbia promesso un accordo commerciale “massiccio” per sostenere la Brexit, il grande deal tra Washington a Londra per ora è al palo. Gli ostacoli sono diversi, gli Usa, tra le altre cose, chiedono un maggior accesso per i prodotti agricoli statunitensi (una concessione che al momento sembra improbabile) e di cambiare le regole del servizio sanitario nazionale per quanto riguarda il costo dei farmaci, garantendo anche un maggior accesso a quelli americani. Da parte loro i Britannici hanno fatto arrabbiare l’amministrazione americana annunciando che il Governo procederà con un’imposta unilaterale sui servizi digitali, nonostante la minaccia statunitense di imporre tariffe sulle automobili prodotte nel Regno Unito e che consentirà alla società di telecomunicazione cinese Huawei, di partecipare alla costruzione delle infrastrutture per la rete 5G nel Paese. La strada per l’accordo è ancora tutta in salita.

Voto: 3 agli Inglesi che hanno votato Brexit. Ma davvero pensavate che gli Americani vi regalavano vantaggi commerciali gratis?

Trump estende il Travel Ban

L’amministrazione Trump ha ampliato il travel ban, la lista nera delle nazioni alle quali sono imposte limitazioni nella concessione di visti per l’ingresso negli Stati Uniti. I visti d’immigrazione saranno banditi per Nigeria, Myanmar, Eritrea e Kirghizistan, mentre i cittadini del Sudan e della Tanzania che vogliono trasferirsi negli Usa, non avranno più accesso alla lotteria della Green Card. La decisione colpisce soprattutto la Nigeria. Nel 2018 sono stati rilasciati in totale 7.922 visti a nigeriani, il secondo Paese africano per numero di permessi, la metà dei quali è stato assegnato a parenti stretti di cittadini statunitensi. Un proclama presidenziale ha citato tra i motivi per imporre la restrizione, il mancato rispetto da parte della Nigeria dei requisiti di sicurezza e condivisione delle informazioni richiesti dagli Usa. Il ministro degli Esteri nigeriano Geoffrey Onyeama, in una conferenza stampa congiunta a Washington con il segretario di Stato americano Mike Pompeo, ha affermato che il Paese è in procinto di soddisfare le richieste degli Stati Uniti.

Voto: 4 all’Amministrazione Trump. Non ci piacciono le liste nere. Mai!

Duterte cancella l’accordo militare con gli USA

Il Ministero degli Esteri delle Filippine ha formalmente inviato al Governo degli Stati Uniti l’avviso di cessazione del Visiting Forces Agreement, l’accordo che regola la presenza militare americana nell’arcipelago. La cancellazione del patto, che durava da 20 anni, è una ritorsione annunciata da Rodrigo Duterte dopo che gli Stati Uniti hanno negato il visto d’ingresso in America a un uomo di fiducia del Presidente e dopo alcune ingerenze americane nella politica interna del Paese. Questo è il secondo schiaffo del Presidente filippino a Trump, dopo il rifiuto a partecipare in marzo a una riunione dell’Asean (Associazione delle nazioni del Sud-est asiatico) a Las Vegas su invito del Presidente americano. La decisione di Duterte potrebbe complicare gli interessi militari statunitensi nel Pacifico, mentre le ambizioni della Cina aumentano e si assiste a un progressivo riavvicinamento tra Pechino e Manila.

Voto: altro 4 all’Amministrazione USA. Semmai qualcuno avesse dubbi sulle liste nere…

Nuovi negoziati per il nucleare 

L’amministrazione americana avvierà presto dei negoziati con la Russia per il controllo degli armamenti nucleari. Lo ha annunciato, parlando al Meridian International Center di Washington davanti agli ambasciatori di tutto il mondo, il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Robert O’Brien. Tra un anno scadrà infatti lo Start Treaty (Strategic Arms Reduction Treaty) il trattato sulla riduzione degli arsenali atomici di Russia e Stati Uniti. L’accordo, in vigore dal 2011, limita il numero delle testate nucleari a disposizione di entrambi i Paesi e dei vettori in grado di trasportarle. Gli Stati Uniti e la Russia detengono oltre il 90% degli arsenali nucleari del mondo. L’amministrazione americana ha detto di voler estendere l’accordo anche alla Cina, che però con un arsenale nucleare molto più piccolo di Mosca o Washington, potrebbe avere un scarso interesse a entrare nell’accordo.

Voto: 6 a UsA e Russia, che riprendono a parlarsi sulla limitazione degli arsenali nucleari

Trump contro Maduro

Donald Trump ha rinnovato il proprio sostegno a Juan Guaidó, in visita negli Stati Uniti, come “Presidente legittimo del Venezuela” definendo quello in carica, Nicolas Maduro “un tiranno”. La risposta del leader chavista non si è fatta attendere: “Sono il Presidente eletto, signor Trump… il burattino che lei sta cercando di imporre in Venezuela si troverà disoccupato dopo le elezioni parlamentari” ha replicato Maduro. Intanto il leader dell’opposizione è tornato in patria dopo un viaggio in diversi paesi del mondo, compiuto ignorando il divieto di espatrio imposto dal presidente chavista, alla ricerca del sostegno internazionale.

Voto: 7 a Trump per il sostegno a Guaidó. Per una volta, una politica estera responsabile

@ilarias 

Questo articolo è pubblicato anche sul numero di marzo/aprile di eastwest.

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