Tunisia: la storia dei ragazzi partiti e dispersi dopo la rivoluzione


Helmi, Boutra, Ahmed, Kalel, Kaled. Scandiscono i nomi dei figli lentamente, li scrivono su un foglio di carta in stampatello in modo che siano chiari e leggibili, accanto a ciascuno di essi segnano due date, quella di nascita e quella di partenza e il porto da cui sono salpati. Mostrano una foto recente dei figli e raccontano quando gliel’hanno scattata.

Helmi, Boutra, Ahmed, Kalel, Kaled. Scandiscono i nomi dei figli lentamente, li scrivono su un foglio di carta in stampatello in modo che siano chiari e leggibili, accanto a ciascuno di essi segnano due date, quella di nascita e quella di partenza e il porto da cui sono salpati. Mostrano una foto recente dei figli e raccontano quando gliel’hanno scattata.

Photo REUTERS/Jamal Saidi

Ogni mercoledì vanno sull’Avenue Bourguiba e manifestano dalle dieci alle dodici davanti al Ministero dell’Interno nel consueto raduno per Chokri Belaid e Mohamed Brahmi, che ormai è diventato l’occasione per protestare contro tutti i misteri e le ingiustizie della Tunisia post rivoluzionaria. Dai migranti alle torture nelle carceri passando per gli omicidi politici.

Nadja, Rashida e le altre non si danno pace. Hanno il volto segnato dalla sofferenza, ma il tempo non ha consumato la determinazione a cercare la verità. I loro figli hanno lasciato la Tunisia per raggiungere l’Europa, partendo da Sfax o da Zarzis. Alcuni sono andati via l’1 marzo 2011, altri il 14 marzo, altri ancora il 29 marzo. Ma le cronache di quei giorni, come quelle di oggi, raccontano un Mediterraneo di naufragi e di morti.

Il 14 marzo 2011 nel Canale di Sicilia affondò un barcone con a bordo una quarantina di tunisini. Solo in cinque riuscirono a salvarsi, gli unici che sapevano nuotare, salendo su un altro barcone diretto a Lampedusa.

Il 4 marzo 2011 un’altra imbarcazione che trasportava trenta immigrati nordafricani naufragò sempre nel Canale di Sicilia, a quaranta miglia dalla costa trapanese tra Marsala e l’isola di Marettimo. Durante le operazioni di soccorso quattro uomini finirono in mare a causa del maltempo e due scomparvero inghiottiti dalle onde.

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