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Turchia: Erdogan ancora Presidente con il 52% dei voti


Sintomatica la divisione del paese: Erdogan ha vinto nelle aree rurali mentre Kilicdaroglu ha vinto nelle città, sulla costa mediterranea e nell’Oriente curdo. Inizia il “secolo turco”, ha dichiarato il Presidente rieletto, che esce ancora più rafforzato dalla gara elettorale.

Con un paese uscito dalle urne presidenziali diviso a metà, Recep Tayyip Erdogan rinnova per altri cinque anni il suo mandato presidenziale e inaugura il “secolo turco”, come lo ha definito lui stesso. Quello che al termine del suo mandato sarà il più longevo leader turco, più del fondatore della Patria Mustafa Kemal Ataturk, che ha già superato, ha vinto le presidenziali puntando soprattutto sull’identità turca, divisa tra laicismo e secolarismo. Ed è puntando sul secondo che ha sbaragliato un contendente che, comunque, non sembrava avere tutte le carte in regola, almeno non il carisma del “sultano di Istanbul”, per sbaragliare la partita. Così alla fine Erdogan ha chiuso al 52,14% la contesa, relegando Kemal Kilicdaroglu al 47,86%.

Sintomatica la divisione del paese: il sultano ha vinto nelle aree rurali del paese, il “Gandhi turco” (così definito più per una pseudo somiglianza fisica che per le idee politiche) vince nelle città e sulla costa mediterranea ed egea e nella parte orientale. Dopotutto, il laicismo della coalizione a sei partiti di Kilicdaroglu non poteva non fare breccia anche a Istanbul, dove comunque Erdogan ha cominciato la sua carriera politica essendone stato il sindaco per cinque anni, durante i quali ha gettato le basi per lo sviluppo internazionale della metropoli sul Bosforo, e nelle altre città e luoghi più fedeli alla svolta non religiosa voluta da Ataturk e maggiormente sviluppate dal punto di vista infrastrutturale ed economico; oppure alle zone orientali dove la presenza curda è da sempre una spina nel fianco per il sultano.

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