Turchia: l’inferno di Soma, tra ispezioni taroccate e condizioni di lavoro da XIX secolo


Turni di lavoro massacranti, scarsa sicurezza, sfruttamento intensivo e condizioni di lavoro da XIX secolo. Etienne Lantier, il celebre personaggio di Germinal di Emile Zola, avrebbe potuto essere infatti uno delle centinaia di minatori della miniera di Soma (situata a circa 130 km da Smirne, nell'Ovest della Turchia) dove si è consumata la più grande tragedia della storia mineraria della Turchia.

Turni di lavoro massacranti, scarsa sicurezza, sfruttamento intensivo e condizioni di lavoro da XIX secolo. Etienne Lantier, il celebre personaggio di Germinal di Emile Zola, avrebbe potuto essere infatti uno delle centinaia di minatori della miniera di Soma (situata a circa 130 km da Smirne, nell’Ovest della Turchia) dove si è consumata la più grande tragedia della storia mineraria della Turchia.

La Confederazione dei Sindacati Progressisti (Disk) e la Confederazione dei sindacati dei lavori pubblici (Kesk) – i quali hanno proclamato la giornata di sciopero generale chiedendo anche le dimissioni del ministro del Lavoro – hanno subito evidenziato che non si è trattato affatto di un incidente ma di “un vero e proprio massacro”.

Operai sfruttati, ispettori del Ministero corrotti per non ravvisare irregolarità

In un’intervista concessa al quotidiano online turco HaberVesaire, Mehmet Utkan, ingegnere minerario specializzato in sicurezza nelle miniere che ha lavorato a Soma, ha  spiegato che alle origini del disastro, al di là delle cause contingenti che hanno provocato l’esplosione, è non solo la pressione enorme messa sui minatori per garantire una superproduzione a discapito della sicurezza di quest’ultimi ma anche l’inadeguatezza delle ispezioni sullo stato delle gallerie, della strumentazione, delle fortificazioni, dei cavi etc. Secondo Utkan gli stessi ispettori del Ministero del lavoro ricevono regolarmente tangenti per chiudere un occhio sulle irregolarità o sul carente stato di sicurezza delle strutture. Le ispezioni inoltre sono effettuate su invito della compagnia mentre dovrebbero essere effettuate senza alcun avvertimento, alla stregua di veri e propri raid improvvisi. A riprova di quanto affermato Utkan ricorda che ad ogni ispezione, una settimana prima dell’arrivo dell’ispettore, già si sapeva dove e come sarebbe stata effettuata l’ispezione. Insomma la sicurezza garantita dalla stessa compagnia che sfrutta la miniera con ispettori al soldo per chiudere un occhio è un cane che si morde la coda.

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