La Turchia vende droni armati all’Etiopia


Ankara ha aumentato le esportazioni di droni armati al Marocco e all’Etiopia. Nel frattempo gli Stati Uniti e la Grecia hanno rinnovato la collaborazione sulla difesa

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Ankara ha aumentato le esportazioni di droni armati al Marocco e all’Etiopia. Nel frattempo gli Stati Uniti e la Grecia hanno rinnovato la collaborazione sulla difesa

Stando alle fonti di Reuters, la Turchia ha aumentato le esportazioni di droni armati al Marocco e all’Etiopia attraverso degli accordi che includono anche la fornitura di pezzi di ricambio e la formazione all’utilizzo. Si tratta di droni modello Bayraktar TB2, realizzati dall’azienda turca Baykar e già fattisi notare in Libia, Siria e nel Nagorno-Karabakh: il loro impiego in tutti questi conflitti è stato determinante per la vittoria delle fazioni sostenute da Ankara.

Perché la notizia è importante

Non è chiaro, almeno al momento, il valore economico di questi accordi – non rivelati ufficialmente – e nemmeno la quantità di droni venduti ai due Paesi. Ma la notizia è comunque importante, per diversi motivi.

Il primo, e il più generale, sta nella conferma dell’importanza degli aeromobili a pilotaggio remoto nelle operazioni belliche contemporanee. Il secondo motivo ha a che vedere invece con la crescente appetibilità dei droni turchi nei mercati esteri, percepiti come qualitativi e più economici di quelli prodotti dagli Stati Uniti o da Israele: i TB2 sono stati acquistati anche dalla Polonia e dall’Ucraina, per esempio.

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