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Ucraina, il fallimento della Russia nella presa di Kiev


Lo storico militare Peter Mansoor scrive che Mosca ha mostrato una “incapacità sorprendente” nelle operazioni militari in Ucraina; ha invaso un Paese meno armato, e ha fallito lo stesso

Marco Dell'Aguzzo Marco Dell'Aguzzo
Giornalista, scrive per eastwest, Il Sole 24 Ore, il manifesto, Vanity Fair, Aspenia e Start Magazine. Si occupa di energia e di affari nordamericani.

Lo storico militare Peter Mansoor scrive che Mosca ha mostrato una “incapacità sorprendente” nelle operazioni militari in Ucraina; ha invaso un Paese meno armato, e ha fallito lo stesso

L’operazione militare speciale della Russia in Ucraina – è il termine utilizzato dal Cremlino al posto di “invasione” e “guerra” – è cambiata: l’obiettivo, adesso, sembra essere la conquista della regione del Donbass, nella parte orientale del Paese, e magari dell’area intorno alla città di Mariupol, che garantirebbe un collegamento con la penisola della Crimea, nel sud, già annessa nel 2014. Non erano però questi i piani iniziali, ben più ambiziosi. Mosca si aspettava di prendere la capitale Kiev, rovesciando il Presidente Volodymyr Zelensky e instaurando un Governo fantoccio che le avrebbe assicurato il controllo dello Stato. E contava di farlo in breve tempo, puntando sulla netta superiorità numerica e di armamenti del proprio esercito per sbaragliare le forze ucraine.

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